Omicidio del maresciallo, condanna confermata

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La Corte di Assise di Appello di Palermo ha confermato l’ergastolo per Nicolò Girgenti

La Corte d’assise d’appello di Palermo ha confermato la condanna all’ergastolo per il bracciante-vivaista marsalese Nicolò Girgenti, 48 anni, imputato per l’omicidio, in concorso con ignoti, del maresciallo dei carabinieri Silvio Mirarchi, ferito a morte con un colpo di pistola la sera del 31 maggio 2016 nelle campagne di contrada Ventrischi, nell’entroterra di Marsala. Il maresciallo Mirarchi, 53 anni, vice comandante della stazione di Ciavolo, quella sera era impegnato con un altro carabiniere, l’appuntato Antonello Massimo Cammarata, in un appostamento nei pressi di una serra all’interno della quale furono, poi, scoperte 6 mila piante di canapa afgana.

Ad uccidere il sottufficiale fu un proiettile sparato da una semiautomatica Star, modello Bs calibro 9×19, ma sul luogo vennero trovati anche i bossoli di un’altra arma. Per questo, gli investigatori presumono che a sparare furono in due. Sette i colpi esplosi contro i due militari. Girgenti fu arrestato dai carabinieri il 22 giugno 2016.

“Arrivati all’incirca dove ci sono le serre – ha raccontato l’appuntato Cammarata, rimasto miracolosamente illeso – il maresciallo Mirarchi ha acceso la lampadina e abbiamo intimato: ‘alt, fermi, carabinieri’. Ma non abbiamo finito di dire le parole che ci hanno sparato addosso”. Dopo l’agguato, si indagò su un gruppo di persone che gravitava intorno alla gestione della serra poi sequestrata. E saltò fuori il nome di Girgenti, che la gestiva fino ad alcuni mesi prima. Il bracciante fu sottoposto allo stub, che fu analizzato dai Ris di Messina, che rilevarono un’alta percentuale di sostanze (nichel e rame) che secondo la difesa, però, non sarebbero riconducibili a polvere da sparo, ma ai fertilizzanti utilizzati da Girgenti nelle sue attività agricole. Una tesi che non ha retto neppure in appello. Stamane, la difesa di Girgenti aveva chiesto di sentire Carmelo Bonetta, reo confesso dell’omicidio di Nicoletta Indelicato, che avrebbe fatto sapere di conoscere alcune circostanze riguardanti l’assassinio di Mirarchi, ma la Corte ha rigettato la richiesta.

*fonte ANSA

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