Corruzione, abusi e omissioni all’ombra del tempio di Segesta: 2 arresti. Indagato ex Sindaco e Capo Vigili Urbani

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Due arresti e cinque indagati nell’operazione denominata “Phimes” condotta dai Carabinieri di Alcamo e Trapani, smantellata rete corruttiva attorno al parco archeologico di Segesta. Tra gli indagati l’ex Sindaco Vito Sciortino e il Capo dei Vigili Urbani Giorgio Collura. GUARDA IL VIDEO 1. GUARDA IL VIDEO 2

CALATAFIMI SEGESTA. Alle prime ore della mattinata i Carabinieri della Compagnia di Alcamo, guidati dal Capitano Giulio Pisani, hanno tratto in arresto, al termine di una prolungata attività di indagine iniziata nell’agosto 2018, Isca Francesco e Craparotta Salvatore. Il primo noto imprenditore edile titolare dell’area di parcheggio servente il parco archeologico di Calatafimi Segesta (soggetto molto vicino al re dell’eolico alcamese Vito Nicastri), ed il secondo Ispettore e vice Comandante della Polizia Municipale di Calatafimi Segesta fino al dicembre 2019. L’operazione è stata denominata “Phimes”.

Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di dimostrare l’esistenza di un patto corruttivo tra Isca e Craparotta. Quest’ultimo infatti, sfruttando il proprio ruolo di Vice Comandante della Polizia Municipale di Calatafimi Segesta, utilizzava indebitamente gli strumenti in suo possesso per agevolare l’attività economica e incentivare gli introiti del parcheggio gestito dalla società “Nuovi Sistemi Edili srl” riconducibile al citato Isca, multando con assiduità– sia su chiamata di Isca che di iniziativa – gli automobilisti che parcheggiavano le loro auto fuori dal parcheggio a pagamento lungo la strada che conduce al tempio.

Il totale asservimento del Craparotta al volere di Isca è risultato essere il prezzo da pagare per l’assunzione, da parte di quest’ultimo, dei parenti più stretti dell’Ispettore all’interno delle società riconducibili ad Isca operanti all’interno del parcheggio: infatti la figlia è socia al 50% della “Segesta Green Tour srl” (incaricata della gestione dell’area di parcheggio di Isca) mentre la moglie e il genero sono dipendenti. Un altro figlio di Craparotta Salvatore,è assunto presso la “Nuovi Sistemi Edili srl”, società proprietaria del parcheggio e amministrata direttamente da Isca.

L’attività di indagine, protrattasi meticolosamente per più di un anno, è stata condotta sia con metodi classici (servizi di osservazione, pedinamenti e raccolta di informazioni) sia con attività tecniche (intercettazioni telefoniche ed ambientali) oltre che con acquisizioni documentali presso gli uffici del Comune di Calatafimi Segesta.

Sono stata inoltre notificata informazione di  garanzia ad altri cinque indagati: Craparotta Maria (moglie di Craparotta Salvatore), dall’ex sindaco di Calatafimi Segesta Vito Sciortino e dal Comandante e due appartenenti alla Polizia Municipale di Calatafimi Segesta per i reati di favoreggiamento, abuso d’ufficio e falsità materiale ed ideologica.

La moglie del Craparotta infatti, convocata dai militari della Compagnia per essere interrogata nell’aprile 2019, concordava preliminarmente con il marito la versione da fornire ai militari e, successivamente, contattava la moglie di Isca per informarla, aiutandolo così ad eludere le investigazioni.

L’ex Sindaco Sciortino dovrà invece rispondere di abuso d’ufficio e falsità materiale ed ideologica, perché senza averne titolo (in quanto l’area archeologica, prima di diventare Ente Autonomo, dipendeva direttamente dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Sicilia), imponeva alla direzione del parco archeologico di Segesta, mediante l’adozione di un atto a sua firma, informale e privo di protocollo, di non far parcheggiare veicoli al suo interno, in tal modo favorendo l’attività di parcheggio di Isca.

Gli altri tre componenti della Polizia Municipale di Calatafimi Segesta coinvolti nella vicenda e che hanno ricevuto avvisi di garanzia sono il Comandante della Polizia Municipale Collura Giorgio, ex Capo dei Vigili Urbani di Castellammare del Golfo, l’Ispettore Accardo Leonardo e l’Agente Accardo Vito. Gli stessi saranno chiamati a rispondere, a vario titolo, di abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici, condotte finalizzate ad agevolare l’attività dell’azienda di  Isca ed a penalizzare quelle concorrenti.

L’attività di indagine si è conclusa dopo una lunga serie di accertamenti posti in essere dalla Compagnia dei Carabinieri di Alcamo che hanno consentito di dimostrare le condotte delittuose dei soggetti finiti indagati nell’operazione “Phimes” iniziata nell’agosto del 2018.

Ex Sindaco Vito Sciortino

Isca Francesco è un imprenditore edile originario di Vita e coinvolto marginalmente nella recente inchiesta giudiziaria palermitana sul caso Nicastri/Arata. Lo stesso sino al 2004 conviveva con Crimi Paola Anna Maria, figlia del mafioso Crimi Leonardo e sorella del pluripregiudicato Crimi Salvatore nonché cognata del mafioso Musso Calogero.

Il GIP del Tribunale di Trapani, Dott. Pietro Grillo, concordando con le risultanze investigative acquisite dalla Compagnia Carabinieri di Alcamo sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trapani, ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dei due principali indagati, Isca Francesco e Craparotta Salvatore, mentre per gli altri (Sciortino Vito, Craparotta Maria, Collura Giorgio, Accardo Leonardo e Accardo Vito) sono stati emessi cinque informazioni di garanzia.

Secondo i pm titolari delle indagini (procuratore capo Alfredo Morvillo, aggiunto Maurizio Agnello, sostituti Francesca Urbani e Brunella Sardoni), è stato smantellato, quindi, “un patto corruttivo” tra l’imprenditore Isca e l’Ispettore della Polizia Municipale Salvatore Craparotta.

Indagato l’ex sindaco Sciortino

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.