Operazione “Tierra-Drug War”: Condanne in appello per i narcotrafficanti siciliani

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TRAPANI. Nella giornata di ieri sono state confermate in appello le condanne, per i fratelli Gaetano e Michele Gregoli, entrambi 12 anni di reclusione e Saglimbene Emanuele, 9 anni e 4 mesi di reclusione.

Ridotte rispettivamente da 16 a 12 anni, da 14 a 10 e da 12 a 9 anni e mesi 4, le condanne per Miceli Salvatore e Decina Michele. Salvatore Miceli, ritenuto a capo della mafia di Salemi, venne catturato in Venezuela da personale dell’Arma dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani e dell’Interpol il 20 giugno 2009 dove si trovava latitante dal 2003 quando si era sottratto all’arresto nell’ambito dell’Operazione IGRES che aveva portato alla luce il traffico internazionale di tonnellate di cocaina tra Colombia, Sicilia e Calabria.

A interrompere la sua latitanza nel 2009 in un hotel di lusso di Caracas furono i carabinieri di Trapani che lo arrestarono nel corso di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Carabinieri del Reparto Operativo di Trapani in collaborazione con l’Interpol. Lo cercavano dal 2001 per un traffico di droga tra l’America Latina e l’Italia. Considerato il “re dei narcos” siciliani.

Nonostante la detenzione in carcere il Miceli continuava ad interagire con l’organizzazione criminale composta da soggetti sudamericani, palermitani e trapanesi, che organizzavano traffici internazionali di cocaina, importata dalla Colombia, e di cannabis indica, coltivata in piantagioni indoor, per finanziare l’importazione di cocaina.

L’indagine condotta dal 2011 e conclusa nel 2015, denominata “Tierra – Drug War”, da personale del Comando Provinciale di Trapani in collaborazione con il R.O.S. di Palermo, ha permesso di segnalare all’A.G. circa 40 soggetti, alcuni dei quali hanno optato per il rito abbreviato.

Il 21 marzo 2018, il Tribunale di Palermo aveva condannato alcuni di loro a pesanti condanne, tra i 10 ed i 16 anni, tra i quali spicca il salemitano Miceli Salvatore, già latitante e inserito nei primi 30 tra i più pericolosi d’Italia.

Salemi, condannato a 16 anni il “re dei narcos” Salvatore Miceli