Il surf per arrivare da clandestino

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Tunisino attraversa 70 chilometri di mare che dividono Capo Mustafà, in Tunisia, da Pantelleria. Ai carabinieri dice che si trattava di una impresa sportiva, ma la cosa non è risultata veritiera

Quindici nord africani di origine tunisina hanno cercato di introdursi clandestinamente nel nostro Paese sbarcando sull’isola di Pantelleria. La notizia non è di quelle che dovrebbero attirare la situazione se non per il fatto che uno dei quindici è arrivato a Pantelleria dopo avere fatto una traversata da Capo Mustafà fino sulla nostra isola utilizzando un…surf. Quando Hamza Elawras, questo il nome del protagonista di questa storia, è stato fermato dai Carabinieri mentre si trovava al porto ad armeggiare per sistemare la tavola da surf, dopo essersi fatto identificare, sebbene senza documenti, ha cercato di giustificare la cosa dicendo che si trattava di una impresa sportiva. Ma la traversata dei 70 chilometri di mare che dividono Capo Mustafà, in Tunisia, dall’italiana Pantelleria, per lui aveva l’unico scopo di entrare da clandestino in Italia, e non quello di segnare una impresa da surfista, che comunque va indubbiamente registrata negli annali del surf. Adesso si trova nell’ex Hotspot di contrada Milo a Trapani, trasferito assieme agli altri quattordici immigrati, giunti a loro volta a Pantelleria su una piccola imbarcazione che ha avuto bisogno del soccorso in mare da parte della Guardia Coistiera a poche miglia dall’isola. Tra loro ci sono anche quattro minorenni.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.