Cambiamento climatico, Banche e La casa di carta: Temi Importanti trattati tra realtà e finzione.

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Cambiamento climatico, Banche e La casa di carta: Temi Importanti trattati tra realtà e finzione.19 luglio 2019, esce la nuova stagione della serie tv spagnola record di incassi “La casa di carta”. La serie tv che ha fatto sognare a milioni di spettatori un mondo in cui il ruolo dominante non fosse interpretato dalle banche, ma bensì dai cittadini, che architettano un colpo proprio ai danni di quest’ultima. Ma come va realmente nella realtà? Le banche occupano davvero una posizione di dominio? Per gli attivisti di Fridays for Future è proprio cosi. Il movimento ispirato dalle manifestazioni pacifiche di una bambina svedese, Greta Thunberg, non ci sta e dice la sua. Con un’azione pacifica ispirata alla casa di carta, proprio nel giorno della sua uscita, con il nome di “La casa è in fiamme”. Questa volta i costumi non sono da ladri, ma da “salvatori” del clima. La manifestazione aveva l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sul tema dei combustibili fossili e il ruolo giocato dalle banche con i loro finanziamenti. Questi idrocarburi hanno un grosso impatto sull’ambiente. Si tratta infatti di energie non rinnovabili che causano fenomeni come: l’effetto serra, il surriscaldamento globale (a prova di ciò le temperature toccate negli ultimi tempi) e anche le piogge acide in alcune zone del pianeta. La domanda però sorge spontanea: Cosa c’entrano le banche con i combustibili? Le banche rappresentano la prima fonte di finanziamento. In Italia sono due le principali banche responsabili, che sono state appunto “prese di mira” durante questa giornata di scioperi: Unicredit, nella top30 delle banche mondiali che finanziano i combustibili fossili, e Intesa San Paolo, il più grande gruppo bancario italiano che fa affari finanziando gasdotti in giro per l’Europa e per il mondo. Gli attivisti si sono riuniti a Castellammare del Golfo, la manifestazione è iniziata alle ore 10 di mattina davanti la filiale della banca Intesa San Paolo ai quattro canti.
“Sotto gli occhi stupiti dei turisti e dei passanti, i manifestanti sono riusciti a trattare un problema estremamente serio in modo teatrale. In più di 30 tra universitari, bambini e adulti, si sono buttati a terra al suono di una campana di allarme e sono rimasti là per buona parte della mattinata inscenando l’ecocidio di cui la banca si sta rendendo complice. Successivamente quattro attivisti si sono legati davanti l’ingresso della banca compiendo un atto simbolico che comunque non è rimasto inosservato”.

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