Condanna per stalking

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Atti persecutori e minacce contro l’ex compagna
Era accusato di atti persecutori, di lesioni e minacce nei confronti della ex compagna che lo aveva lasciato. Alla stessa aveva inviato decine di messaggi  anche più volte al giorno, non rassegnandosi alla fine della relazione. S.R.di 47 è stato condannato dal Giudice monocratico di Trapani, Dott. Gianluigi Visco, ad un anno e mesi 2 di reclusione, sospendendola ai sensi di legge, e ad un risarcimento di 6000 euro in favore della donna che si è costituita parte civile con l’assistenza dell’Avv. Vincenzo Maltese. Nel processo era coimputato per il solo reato di minacce, anche il fratello, R.A.E. che è stato assolto per non averlo commesso. I fatti risalgono ai primi mesi del 2017. Nel corso del processo sono stati ascoltati diversi testimoni e prodotti dalla difesa di parte civile e del pubblico ministero, diversi messaggi che l’imputato inviava alla ex compagna. Sia la donna che una teste, hanno raccontato che in alcune occasioni dopo la rottura del rapporto, lui si faceva trovare sotto casa ed erano quindi costrette a far diversi giri per evitare di incontrarlo. L’episodio più eclatante quando nel marzo del 2017 S.R. si presentava sul posto di lavoro e la aggrediva con un violento schiaffo, come si legge tra i capi d’imputazione. Tale accadimento, veniva però registrato dalla videocamera a circuito chiuso che vi era dentro il locale di lavoro. Il CD con la registrazione veniva pertanto acquisito agli atti unitamente al referto medico. R.S.era stato dapprima diffidato dal non reiterare le condotte delittuose e poi raggiunto dalla misura del divieto di avvicinamento alla donna.
“Secondo un recente pronunciamento della Cassazione sono sufficienti pochi messaggi via wattsapp ed una telefonata dal tono minaccioso, tali da portare a modificare le abitudini della persona offesa”, spiega l’Avv.Vincenzo Maltese che ha difeso la donna. Nel processo invece sono stati prodotti n. 69 screenshot e diverse mail dal tenore offensivo ed intimidatorio. Il Giudice pertanto, all’esito del dibattimento, ha condannato l’imputato ad un anno e 2 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena, ed un risarcimento per la parte offesa quantificato in € 6000. R.S. è stato assistito dall’Avv. Sergio Cangelosi mentre il fratello R.A.E. dall’Avv. Claudio Messina.
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