Confermata in Cassazione la condanna a Turriciano, coinvolto nell’operazione “Cemento del Golfo”

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Vito Turriciano, 72 anni, di Castellammare del Golfo, coinvolto nell’operazione antimafia “Cemento del Golfo” della Direzione Distrettuale Antimafia e dei carabinieri, si è visto confermare, in Cassazione, la condanna a 12 anni di carcere per associazione mafiosa e tentativo di estorsione aggravata in concorso.

“Cemento del Golfo” ebbe l’esito di smantellare il clan capeggiato dal boss Mariano Saracino, 71 anni, ritenuto il “ministro delle finanze” della mafia castellammarese, già condannato per mafia e, secondo l’accusa, dopo esser tornato in libertà avrebbe ripreso le redini della famiglia mafiosa locale. Ma in particolare gli interessi di quest’ultima si ampliò anche al settore del cemento, allo scopo di imporre le forniture delle imprese amiche.

In sintesi, Mariano Saracino, nel Novembre del 2016, è stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale di Trapani insieme all’imprenditore alcamese Vincenzo Artale (accusato di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, col particolare che pochi mesi prima dell’arresto era membro dell’associazione antiracket e antiusura di Alcamo) e a Vito e Martino Badalucco, padre e figlio. Il processo è ancora in corso. Le accuse riguardano l’associazione mafiosa, estorsione aggravata, danneggiamento aggravato, fittizia intestazione aggravata, frode nelle pubbliche forniture e furto.

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