Fazio, rinvio ad ottobre

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Difetto di notifica per l’altro indagato dell’indagine Mare Monstrum, il giudice Raffaele De Lipsis. Intanto oggi dovrebbe definirsi con il patteggiamento il processo contro Ettore Morace e Leonardo Carpinteri, finiti sotto inchiesta con l’ex sindaco di Trapani

Niente udienza preliminare oggi per l’ex deputato ed ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio. Sotto inchiesta per gli affari della cosiddetta “tangentopoli del mare”, per Fazio la Procura di Trapani ha chiesto rinvio a giudizio per avere fatto mercimonio del proprio incarico parlamentare a favore della società armatoriale Liberty Lines, ex Ustica Lines, appartenente alla famiglia di Vittorio Morace. Ma non solo: sfruttando una cerchia di conoscenze altolocate avrebbe pilotato o cercato di pilotare alcuni pronunciamenti giudiziari, sempre a favore della compagnia di navigazione. La procura di Trapani ha chiesto per Fazio il processo.

La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dai pm Sardoni e Belvisi,  è all’esame del gup, giudice Antonio Cavasino. Oggi era prevista udienza ma è stata rinviata all’8 ottobre per un difetto di notifica all’altro imputato eccellente, l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa, il giudice Raffaele De Lipsis, per lui, come per Fazio, i pm hanno chiesto il processo con l’accusa di traffico illecito di influenze. Fazio è accusato inoltre di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio. Oggi intanto dovrebbero definirsi dinanzi al gup le posizioni di altri due indagati nello stesso procedimento, l’armatore della Liberty Lines Ettore Morace e l’imprenditore Leonardo Carpinteri, titolare della nota azienda commerciale Stefania Mode. Fazio avrebbe utilizzato il proprio potere politico e parlamentare per agevolare la ditta di Carpinteri, e anche in questo caso sarebbero state pagate mazzette  dietro inesistenti forniture di vino. I loro nomi, quello di Morace e Carpinteri, si leggono e sono ripetuti nelle dieci pagine della richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco. Una indagine che è uno dei tronconi dell’indagine “Mare Monstrum”, l’inchiesta che proprio un anno addietro, a maggio, vide finire agli arresti domiciliari l’on. Girolamo Fazio allora deputato regionale in carica e in piena corsa per tentare il ritorno da sindaco a Palazzo D’Alì. In carcere finì l’allora armatore e presidente indiscusso della Liberty Lines, Ettore Morace. Nel faldone processuale ci sono anche i verbali di interrogatorio di Ettore Morace e Leonardo Carpinteri. Piena ammissione della corruzione dell’ex deputato Fazio.

Morace ha spiegato in modo approfondito i rapporti tra Fazio e la famiglia Morace, ammettendo che le regalie a Fazio, denaro ed altro, anche la ristrutturazione di alcuni suoi appartamenti, erano la conseguenza dell’accordo di corruttela. Morace è accusato di avere pagato la campagna elettorale a Fazio in occasione delle scorse amministrative, la ristrutturazione di alcune sue proprietà. Le “mazzette” sono state “contabilizzate” dalla Procura: 48 mila 506 euro nel 2016, 95 mila 160 euro nel 2014, 4 mila 500 euro nel 2015; altri 20 mila euro intascati dall’imprenditore Antonino Di Via, denaro che l’imprenditore aveva intascato dalla Liberty Lines con una fattura “fittiziamente emessa” nel 2017 per acquisto di infissi da parte della società armatrice. Assieme alle “tangenti” poi un’altra serie di favori. Da parte dell’imprenditore Carpinteri le cessioni di denaro a Fazio per i pm sono altrettanto cospicue, 24 mila euro nel 2016, 50 mila euro nel 2017, di questi 47 mila euro per la (falsa) fornitura di 800 bottiglie di vino provenienti dalla Cantina Primavera, 54 euro a bottiglia. Fornitura ovviamente mai arrivata a Carpinteri. All’armatore Morace poi Fazio avrebbe reso note circostanze che dovevano restare segrete, legate a quanto emergeva nell’ambito del Parlamento regionale e soprattutto da alcuni approfondimenti che erano condotti dalla commissione regionale antimafia, presieduta dall’attuale governatore siciliano Nello Musumeci e della quale Fazio era vice presidente. A Fazio è contestata anche la condotta sull’assegnazione alla compagnia armatrice del Morace di una parte delle banchine del porto di Trapani, esercitando, scrivono i pm pressioni sulla dirigenza dell’Irsap, l’ex consorzio dell’area industriale, che ne deteneva il controllo. Il giudice De Lipsis poi sarebbe stato l’artefice di una illecita mediazione spinta dal Fazio per garantire a Morace di ottenere un pronunciamento a suo favore, relativo ad un ricorso presentato al Cga. La Procura, infine, ha individuato la presidenza della Regione quale parte offesa. Fazio ha subito anche lui un sequestro di beni ed è ancora sottoposto al divieto di espatrio.

 

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.