Sequestro di ricci, poi ancora vivi rigettati in mare

Giovedì 31 maggio, personale in servizio presso la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Trapani, nell’ambito di attività di controllo finalizzata al contrasto della pesca, detenzione e commercializzazione illecite dei ricci di mare, ha proceduto al sequestro di circa 70 esemplari di riccio di mare, a carico di un venditore abusivo, intento alla commercializzazione degli echinodermi direttamente su strada, in località Via Virgilio del Comune di Trapani, esposti su di un tavolo di plastica.

Al trasgressore è stata contestata una sanzione amministrativa di € 4.000 per la violazione della normativa sulla commercializzazione del prodotto della pesca non professionale, oltretutto durante il divieto di cattura del riccio di mare (dal 1° maggio al 30 giugno).

I ricci sequestrati, considerato che all’atto dell’accertamento erano ancora vivi, sono stati rigettati in mare e, pertanto, restituiti al loro habitat naturale.

La recente operazione, che s’inquadra in una mirata e sistematica attività di contrasto alla pesca di frodo ed illecita commercializzazione dei ricci di mare, esprime l’attenzione del Corpo per la salvaguardia dell’ambiente marino, la tutela della biodiversità, nonché il controllo della filiera della pesca.

L’attività di contrasto alla pesca del riccio di mare in tempi vietati e di commercializzazione del prodotto della pesca non professionale, ai sensi del D.Lgs. 09 gennaio 2012 n. 04 (c.d. Legge sulla Pesca), rientra nelle più ampie competenze del Corpo delle Capitanerie di porto in materia di tutela della risorsa ittica, tra i cui obiettivi vi è senza alcun dubbio la tutela della filiera della pesca, dell’ecosistema, della fauna marina e della biodiversità.

L’attività proseguirà intensamente anche nei prossimi giorni

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