Tranchida all’attacco

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“Vogliono “mascariare” la campagna elettorale per fermare il vento dei CambiaMenti”

Il candidato sindaco Giacomo Tranchida, ha diffuso una nota per rispondere al clima “avvelenato” che sta sempre di più contrassegnato la campagna elettorale a Trapani.  Tranchida entra nel merito del susseguirsi incalzante di una serie di notizie relativi ad indagini giudiziarie che stanno riguardando il Comune di Erice dove è stato sindaco sino all’anno scorso e per i 10 anni precedenti. Vi proponiamo la lettera aperta.

 Il vento dei CambiaMenti e l’oggettiva esigenza per la città di Trapani di avere il prima possibile un Sindaco determinato e con esperienza, stando ai sondaggi percepiti tra i cittadini trapanesi, sembra vedermi destinatario di ampio consenso.

Di ciò mi sento onorato ed al contempo di già non poco onerato per le grandi fatiche che eventualmente ci attendono.

Tutto ciò preoccupa la vecchia cultura politica, sodali politicanti e quanti a libro paga ad elemosinar pagnotta, trasversalmente si sono annidati all’ombra della stessa, lasciando che Trapani da capoluogo sprofondasse in fondo a tutte le classifiche.
Comprendo, politicamente, essere il candidato da battere o comunque da frenare e mandare al ballottaggio. Ma alla sottile strategia della moltiplicazione dei candidati Sindaci con liste correlate, si somma il rozzo e disperato tentativo di mascariamento strisciante ed altalenante. A tali personaggi, autori e/o protagonisti, comprimari e comparse, replichiamo con gli strumenti della costituzione e della democrazia, con la forza delle nostre idee e del mio (nostro) programma per Trapani che vogliamo.

Il mascariamento, com’è noto, è una tecnica che affonda la sua forza, oltre che nell’insicurezza dell’essere umano, nella filosofia greca, nella maieutica socratica: getta il dubbio in tutte le coscienze, in quelle accese e in quelle più addomesticabili, che “la colpa” o “l’accusa” di o contro qualcuno possa avere, in qualche modo, un fondo di verità. E poi, estirpare la calunnia che pare indelebile alla verità e avvinghiata al tempo che passa, non è facile. Insomma, per dirla trapanese “u nìuru su ‘ntingi mascarìa”.  

QUELLA DEL MASCARIARE, OGGI A TRAPANI, IERI A ERICE, È UN’ARTE PRATICATA (soprattutto nelle fasi elettorali) IN PARTICOLARE DA ALCUNI MIEI AVVERSARI POLITICI ..OLTRE CHE STORICAMENTE DAI MAFIOSI & LORO SERVIZIEVOLI FIDUCIARI.

La politica della ignobile delegittimazione, tuttavia, non resterà impunita: non ho esitato a  documentare e ieri a (ri)segnalare alla Procura fatti e circostanze, anche datati – e giudizialmente riscontrabili -, riconducibili ad alcuni degli ambienti politici del “mascariamento” cui fanno riferimento taluni dei miei avversari storici ed odierni.

Dalle parti di Erice, altri politicamente affini a costoro, hanno finanche coinvolto una minorenne nello scrivere copiosi e infamanti esposti anonimi in mio danno e dell’AC, comportando l’inevitabile e dovuta azione giudiziaria. Raggiungendo settimane fa il risultato ovviamente opposto, atteso che la Magistratura non è ingenua.

A Trapani, lo stesso humus politico, ricorre a tecniche ancor più efficaci, e talvolta, diversamente ..inchiostrate, ma di memoria datata e dunque più facile da individuarsi per provenienza/formazione e ammiccamento culturale.

Il “mascariamento” ha radici antiche ed è stato strumento per eliminare avversari.

Per Trapani, macchina del fango, da qualcuno proveniente da Pegno addirittura messa in campo da tempo. Di queste settimane di campagna elettorale, la condivisa decana accelerazione, a raggiera, finalizzata nel tentar di sporcar l’altrui immagine ed operato. Con qualunque mezzo ed a ogni costo ..dall’avvicinare il giornalista amico e non di certo “ingenuo”, a sparger veleno nei bar e ristoranti, per le strade o nei corridoi del Tribunale come nelle aule consiliari vicine, per arrivare agli ultimi colpi di coda nel rilasciare interviste teatrali e tetre.

Proprio così, taluni candidati, in vista della presumibile e sonora bocciatura elettorale stanno di questi giorni letteralmente impazzendo, mettendo in mezzo di tutto e di più. L’odio e l’invidia li acceca, rischiano di far male i loro conti e sottovalutano che le nostre città sono comunque piccole, ci si conosce un po’ tutti e ci conoscono un po’ tutti, anche in seno ai Palazzi di Giustizia e tra le Forze dell’Ordine.

Rassicuro dunque tutti i nostri sostenitori e i candidati al Consiglio comunale, per cominciare dai più giovani: costoro non possono fermare il vento dei CambiaMenti. Non possono continuare, parassiti, a tenere una città prigioniera dei loro famelici appetiti. Costoro sanno bene che con il sottoscritto al governo della città, se i cittadini trapanesi lo decideranno con il loro voto libero e massiccio il 10 giugno – evitando di ricorrere al ballottaggio che inevitabilmente costringerebbe all’agonia la città nel cuore dell’estate – oltre a rimuovere la spazzatura, la nostra azione di governo proverà a bonificherà la città anche dalla monnezza politica.

Mi rivolgo pertanto a tutti i cittadini trapanesi che invece hanno voglia e sentono il bisogno di far cambiar verso alla città, invitandoli, anche in questi ultimi giorni di campagna elettorale, a non accettare provocazione alcuna, rassicurandoli che siamo già al lavoro per Trapani, non solo per toglier monnezza ma anche per restituire la bellezza propria della città e della comunità trapanese da rilanciare al mondo.

Lunedì 4 Giugno riunirò gli Assessori designati per ipotizzare un primo piano operativo d’intervento emergenziale per le restanti due settimane di giugno, se eletto Sindaco il 10 pv.

Buon Cammino X Trapani Città Grande.

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