Strage di cani a Sciacca: oltre trenta animali avvelenati: “Gesto spregevole”

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SCIACCA. Sono circa una trentina i cani avvelenati trovati nei giorni scorsi a Sciacca, in provincia di Agrigento. Mercoledì scorso sono stati trovati morti i primi quindici cani in contrada Muciare, nei pressi di una piaggia. A distanza di due giorni un altro ritrovamento. Gli animali sono tutti morti per avvelenamento. Si tratta di una strage inaudita che ha provocato sconcerto in tutto il Paese. La Sindaca di Sciacca Francesca Valenti ha firmato un’ordinanza con cui avverte la popolazione del pericolo che in circolazione possa esserci altro cibo avvelenato. Tanto che la stessa Sindaca è stata vittima di minacce. È lei stessa, che ne frattempo ha denunciato tutto, ad annunciarlo sulla sua pagina facebook: “Un delinquente spregevole avvelena i cani e coloro che si professano civili, sensibili e, quindi, indignati si prodigano ad avvelenare una regione, una città, una comunità, una persona che non conoscono affatto. In queste ore – scrive Francesca Valenti – mi è arrivato di tutto, anche l’augurio di morire insieme ai miei figli. Chi ama gli animali non può non rispettare gli uomini. Tanti messaggi privi di un elemento ineludibile: l’umanità. Non sono colpevole e non intendo scusarmi.

Ho provato un enorme dispiacere – continua Valenti – nel vedere la foto della strage che, tuttavia, non avrei potuto immaginare e prevenire. Stiamo facendo e faremo del tutto per tutelare gli animali e ciò non per fare un favore a qualcuno o per timore, ma per dovere e per rispetto della mia città nonché di me stessa e della mia storia. Peraltro, è evidente che ho l’obbligo di tutelare la dignità e l’immagine della mia città e dei miei concittadini nonché della mia persona e della mia famiglia. Pertanto – conclude – denuncerò sia gli ignoti autori del delitto, sia i noti autori degli improperi e delle minacce”.

Un caso quello di Sciacca che ha provocato l’ira di molte associazioni animaliste locali e nazionali.

Nei giorni scorsi intanto la Sindaca e l’assessore all’Ecologia Paolo Mandracchia hanno incontrato la delegata per i rapporti istituzionali del Ministero della Salute e testimone di giustizia Valeria Grasso. A chiedere l’incontro la stessa Grasso per discutere dei terribili fatti dei giorni scorsi. Valeria Grasso ha anche espresso la propria vicinanza e solidarietà al sindaco Francesca Valenti oggetto di minacce di morte. “La delegata del Ministero della Salute ha auspicato che al più presto le autorità competenti individuino i responsabili, punendoli con le severe pene già previste dalla norma” – si legge sul sito del Comune.

Sul caso è intervenuto anche il Presidente della Regione Nello Musumeci che ha dichiarato: “L’avvelenamento dei quindici cani a Sciacca è un atto di grave inciviltà che merita la condanna di tutti. Amare un animale d’affezione non è un dovere, ma rispettarlo sì. Confidiamo nel lavoro degli inquirenti e, ove venissero individuati gli autori del vile gesto, il governo della Regione non esiterebbe a costituirsi parte civile nei relativi giudizi, Al tempo stesso – continua Musumeci – non può eludersi il fatto che questa triste vicenda ponga l’accento sul dilagante fenomeno del randagismo in Sicilia. Servono iniziative, anche legislative, immediate e risolutive. Per la prossima settimana, ho fissato un incontro con le autorità veterinarie regionali e con le più rappresentative associazioni di volontariato per trovare soluzioni condivise”.

Quello del randagismo è un problema che da anni sembra non trovare una soluzione, generando purtroppo questi casi di avvelenamento di massa. Tanti infatti sono stati i casi registrati, per esempio, a Castellammare del Golfo negli ultimi tempi, molti denunciati anche da nostro giornale. È anche vero che in questi anni molto è stato fatto a Castellammare, come l’istituzione dell’anagrafe canina, la sterilizzazione di molti animali e a breve dovrebbe diventare realtà il progetto per il canile in contrada Monte Inici.

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.