Scandalo chiesa di Mazara, nuove archiviazioni

Dopo l’uscita dall’indagine dei vescovi Mogavero e La Piana, analoga iniziativa per due tecnici

Bartolomeo Fontana, 59 anni, ingegnere, e Antonino Gaudente, di 70, imprenditore edile, entrambi di Mazara del Vallo (Tp), sono i due indagati per la presunta truffa ipotizzata dalla Guardia di finanza nell’ambito dei finanziamenti chiesti dalla diocesi di Mazara, Conferenza episcopale italiana e Regione siciliana per la realizzazione del complesso parrocchiale di San Lorenzo, nel quartiere Transmazaro-Miragliano. Per loro la Procura di Marsala non ha chiesto l’archiviazione, come è avvenuto (richiesta confermata dal Gip) per il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, il suo predecessore Calogero La Piana, l’architetto Francesco Scarpitta, uno dei due progettisti (l’altro è Fontana, che era anche direttore dei lavori) e Gaetano Stradella, responsabile del bando di gara mediante licitazione privata.
Per Fontana e Gaudente (quest’ultimo è il titolare dell’impresa che si aggiudicò l’appalto) la Procura ha disposto uno stralcio e ciò fa presumere che la richiesta, per loro, potrebbe non essere analoga a quella formulata per gli altri quattro indagati.

I fatti contestati risalgono al 2005, quando la Regione concesse il contributo di 1.363.415 euro e, nel febbraio 2007, la diocesi ottenne il finanziamento di 1.474.000 euro da parte della Cei. Secondo l’iniziale accusa, il vescovo La Piana prima e poi il suo successore Mogavero nel corso della realizzazione dell’opera non avrebbero comunicato alla Cei il contemporaneo finanziamento della Regione. Se ciò fosse avvenuto, la Cei, sempre secondo l’iniziale accusa, avrebbe potuto ridurre l’importo. Non era chiaro, in particolare, come fossero stati utilizzati circa 500 mila euro. “Ma la Cei – hanno sostenuto gli avvocati difensori di Mogavero – Stefano Pellegrino e Nino Caleca – non è stata mai tratta in inganno perché avrebbe ugualmente concesso l’ulteriore finanziamento. Peraltro, la stessa Procura ha dato atto che nessuna somma è stata oggetto di appropriazione da parte di Mogavero o degli altri indagati, dato che tutto il denaro erogate è stato impiegate regolarmente».
Realizzato tra il 2007 e il 2011 su un’area acquistata negli anni ’90 dalla diocesi di Mazara, quando era vescovo Emanuele Catarinicchia, il complesso parrocchiale è stato inaugurato nel 2012 da Mogavero. Quest’ultimo, quando è stato ascoltato in Procura, il 15 giugno 2017, si è difeso affermando: «Pur essendo un giurista, non sono un esperto in materia di appalti. Mi fidavo, quindi, dei tecnici e firmavo le carte che questi mi portavano».

fonte lasicilia.it

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