Le “cattive abitudini” di Landini

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Emergono nuovi particolari sull’indagine che ha condotto al fermo del dirigente dell’azienda foreste

Non è stato un fermo casuale quello eseguito ieri dalla sezione di pg della Forestale, e che ha condotto ai domiciliari il dirigente della sezione foreste di Trapani, Giovanni Landini. Secondo quanto confermato dalla Procura di Trapani, il dirigente regionale da tempo era oggetto di indagine per condotte illecite relative all’utilizzo di mezzi dell’amministrazione regionale. Ieri pomeriggio su disposizione del pm Andrea Tarondo, gli agenti della sezione di pg della forestale, diretti dall’ispettore Ino Conigliaro, dovevano eseguire, nell’ambito dell’indagine avviata da qualche mese, il sequestro dell’auto oggetto del reato, ma non trovandola nell’autoparco dell’azienda hanno scoperto essere in uso al Landini, ancora una volta per faccende personali. Landini è stato fermato a Castellammare del Golfo e arrestato in flagranza di reato. Il provvedimento poi emesso dalla Procura di Trapani, e con il quale Landini è stato condotto agli arresti domiciliari nella sua casa di Altofonte, in provincia di Palermo, fa riferimento non solo alla vicenda risalente al pomeriggio di ieri, ma è relativa alle condotte per il pm illecite, e rilevate nel corso delle indagini. Il procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio ha reso noto che l’ufficio si appresta a chiedere al gip la convalida del fermo e l’emissione di un provvedimento di sottoposizione del Landini agli arresti domiciliari, “siamo dinanzi a un fatto abituale” si è limitato a dire il procuratore Cartosio. Landini è difeso dall’avvocato Donatella Buscaino.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.