Il Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo affronta l’operazione “cemento” tra mafia, zona grigia e sospetti.

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Castellammmare_del_GolfoVerrà discussa direttamente in Consiglio Comunale di Castellammare del Golfo l’ultima retata antimafia effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo e dal Nucleo Investigativo Provinciale denominata “Operazione Cemento”. Un’altra “tempesta” giudiziaria che, oltre a depotenziare gli assetti mafiosi del territorio del Golfo, evidenzia le enormi capacità di infiltrazione che cosa nostra ha all’interno del settore degli appalti pubblici.

Oggi pomeriggio, la seduta straordinaria del Consiglio Comunale, convocata dal Presidente Mimmo Bucca, discuterà di un solo punto all’ordine del giorno: Operazione Cemento, comunicazioni del Sindaco e dibattito consiliare.

Invece, di argomenti da affrontare questo pomeriggio ce ne saranno parecchi. Oltre all’arresto del capo di cosa nostra castellammarese, Mariano Saracino, e dei suoi quattro affiliati, sarà doveroso interrogarsi sul perché la politica non sia riusciata a trovare gli strumenti neccessari ed efficaci di contrasto in grado di allontanare taluni soggetti dagli affari pubblici. Anzi, in diverse occasioni, gli uomini di cosa nostra trovano delle interlocuzioni privilegiate proprio all’interno del mondo delle istituzioni e di quella cosiddetta zona grigia e camaleontica che il più delle volte risulta peggiore e maggiormente complicata da debellare.

Non basterà, quindi, un semplice plauso alle forze dell’ordine, che da decenni continuano una lotta eterna all’insegna del rispetto delle leggi, ma occorrerà anche farsi delle domande sui meccanismi d’accesso di cosa nostra nella gestione pubblica e di eventuali responsabilità dirette o indirette. Anche di questo sarà opportuno discutere oggi. Nei documenti degli inquirenti si fa chiaramente riferimento ad un “tentativo di condizionamento” dei lavori per l’ampliamento del Cimitero di Castellammare del Golfo. Sarebbe interessante capire chi siano questi uomini appartenenti alla zona grigia di cui i mafiosi arrivano addirittura a fidarsi a tal punto da “manifestare il proposito di avvicinare il predetto politico per parlargli in merito”. E se è vero che la vicenda ricostruita dai militari “lascia pochi dubbi circa l’interferenza della famiglia mafiosa all’interno dei lavori pubblici del cimitero di Castellammare del Golfo” la politica dovrebbe iniziare ad assumersi la propria responsabilità sulla vicenda? Esiste solo una responsabilità giudiziaria o ci sono anche delle responsabilità politiche ed etiche in merito?

Oggi pomeriggio, più della metà dei consiglieri comunali chiederanno al Sindaco di dimettersi e di assumersi le proprie responsabilità, qualora ce ne fossero. Di sicuro sarà necessario attuare  un’urgente operazione di completa trasparenza se si vorrà togliere la città e l’amministrazione da questo enorme imbarazzo.

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Marcello Contento
Marcello Contento, nasce a Palermo nel 1982, vive la sua vita tra la Sicilia e la Toscana. Giornalista, insegnante di economia aziendale e lettore incallito di Tex e Alan Ford.