Lettera di Massimo Fundarò (SEL) ad Arnone sul caso del Caffé Letterario

Massimo-FundaroContinua la polemica sul bando di assegnazione del Caffé Letterario. A creare perplessità e critiche sono sia i tempi che il modo, quasi a prediligere l’aspetto economico, soppiantando il valore culturale del bene. Alle critiche proveniente da molte parti politiche, e non, si aggiunge quelle di Fundarò (Sinistra e Libertà), che in una lettera al Commissario Straordinario di Alcamo Arnone, ha espresso le proprie perplessità sul Bando, specialmente sull’aspetto economico.

Pubblichiamo per intero la lettera di Fundarò: “Le scrivo per richiamare la sua attenzione sulla questione del Bando per l’assegnazione del Caffè Letterario sito nel complesso monumentale e museale del Collegio dei Gesuiti.
Ho partecipato, domenica scorsa, all’assemblea pubblica indetta dal M5S che aveva come oggetto, proprio, le perplessità suscitate dal Bando predisposto dall’ufficio Patrimonio del Comune.
Ritengo, dopo una mia personale verifica degli atti ed un approfondimento giuridico-amministrativo della vicenda, che le argomentazioni espresse,sia dagli esponenti del M5S edi ABC , sia dai rappresentanti di diverse e qualificate associazioni culturali alcamesi presenti all’incontro, sono assolutamente condivisibili.

Il Bando è viziato da una serie di errori che lo rendono inadeguato a perseguire il bene pubblico e gli interessi dei cittadini alcamesi.

Innanzitutto, l’unico criterio preso in considerazione per la selezione dell’assegnatario è di carattere economico, con la previsione di un canone di 9.000,00 euro l’anno come base d’asta. Non si fa alcun cenno all’indispensabile dimensione culturale della gestione ed all’obbligo di prevedere una serie di eventi letterari, musicali, ect. aperti alla partecipazione dei cittadini e che abbiano lo scopo della crescita culturale complessiva della comunità alcamese.
Questo aspetto del Bando è, ancor più , incomprensibile se si tiene conto che la precedente procedura di assegnazione lo prevedeva espressamente.
Le rammento, inoltre, che il Caffè letterario, unitamente al Collegio dei Gesuiti, è stato oggetto di un recente  finanziamento con i Fondi Europei che ne ha, anche,  regolato la destinazione d’uso e previsto  precisi vincoli al suo utilizzo.
Non si comprende, neanche, l’eccessiva compressione dei tempi per la partecipazione al Bando,con la scadenza prevista il 19 Gennaio, sono solo 9 i giorni lavorativi che gli interessati possono utilizzare per elaborare le loro proposte.
Non è previsto nessuna particolare qualifica per accedere all’assegnazione, e tantomeno  la presentazione di un Curriculum che consenta di accertare la capacità professionale e la competenza dei partecipanti a svolgere il servizio richiesto.

Alla luce di queste considerazioni, e confidando sulla sua ultradecennale esperienza ai vertici dell’apparato burocratico-amministrativo della Regione Siciliana, le chiedo formalmente di revocare il Bando di assegnazione del Caffè Letterario e di far predisporre un nuovo e, più meditato, atto amministrativo che tenga conto dei rilievi quì formulati, e che possa assicurare la massima trasparenza ed imparzialità nell’aggiudicazione di questo importante e, per certi versi, simbolico immobile della nostra città”.

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