10 Marzo

Pubblicato: domenica, 10 marzo 2019
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La scomparsa del prof. Sebastiano Tusa e quella incredibile coincidenza

La morte di Sebastiano Tusa, tra le 157 vittime del disastro aereo di Nairobi ha colpito la gente di Sicilia e non solo. Le capacità professionali e le doti del prof. Stusa ne avevano fatto uomo di grande autorevolezza. Il ricordo che ne ho è quello legato ai giorni del ritrovamento nel Mediterraneo della statua bronzea del Satiro Danzante, finito tra le reti di un peschereccio, il “Capitan Ciccio”. Ma non solo. Uomo legato al mare, a lui si deve non solo la nascita della Soprintendenza del mare, e del museo sottomarino delle Egadi, tra Levanzo e Favignana, dove sono rimasti i resti della battaglia delle Egadi tra Roma e Cartagine. Da quei fondali sono stati recuperati alcuni rostri, elmi, ma il prof. Tusa volle fare restare in fondo al mare la gran parte delle scoperte. Scoperte che hanno permesso di ricostruire quella battaglia, di come era disposta la flotta romana e dove avvenne lo scontro con le navi di Cartagine. Quando di tutto questo ne sentivo parlare al prof. Tusa non potevi non cogliere assieme alla preparazione l’amore per quel racconto. Era diventato per lui e per chi lo ascoltava, una storia senza segreti. Oggi tutto questo costituisce una incredibile coincidenza, il dieci marzo che unirà per sempre la battaglia delle Egadi del 241a.C. che fu combattuta in quel giorno e il prof. Sebastiano Tusa al quale il destino in questo giorno ha riservato la morte improvvisa e inattesa.

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