“Come ne venimmo fuori”: Sabina Guzzanti venerdì sera all’arena delle rose di Castellammare del Golfo

Pubblicato: mercoledì, 16 agosto 2017
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La nota attrice ed imitatrice in un appuntamento inserito nel cartellone delle manifestazioni estive.

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Sabina Guzzanti all’arena delle rose con un esilarante monologo satirico dal titolo “Come ne venimmo fuori”. Venerdì 18 agosto, alle ore 21,30, all’arena delle rose, la nota regista, attrice ed imitatrice Sabina Guzzanti in un altro interessante appuntamento inserito nel cartellone delle manifestazioni estive, organizzato dalla Pro Loco e patrocinato dal Comune.

Stella della comicità e della satira, Sabina Guzzanti ha raggiunto grande popolarità in televisione con "La TV delle ragazze” e diversi programmi presentati  da Serena Dandini come "Tunnel" e "Avanzi”. Sabina Guzzanti ha creato personaggi memorabili attraverso l'uso camaleontico della parodia satirica: da Moana Pozzi a Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi. Nel 2015 ha ideato la serie web “Tg Porco Informazione e vendetta”.

Il monologo che Sabina Guzzanti porta in scena all’arena delle rose di Castellammare del Golfo, con la regia di Giorgio Gallione, le musiche di Paolo Silvestri e la scenografia di Guido Fiorato, affronta questioni complesse attraverso la comicità. (Per info e prenotazioni: 3394242200 e 0924/35175 Proloco Castellammare del Golfo, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20).

“Come ne venimmo Fuori” : Ci troviamo nel futuro. Un futuro finalmente armonico e civile, dove il denaro è tornato ad essere semplicemente un mezzo. Una donna, SabnaQƒ2, sale sul palco tremolante, emozionata per l’incarico che le è stato affidato. Tocca a lei quest’anno pronunciare il discorso celebrativo sulla fine del periodo storico più buio che l’umanità abbia mai fronteggiato: il periodo che va dal 1990 al 2041, noto a tutti come “il secolo di merda”. Le celebrazioni della fine del secolo di merda, si svolgono ogni anno perché non si perda la memoria di quanto accadde in quegli anni terribili e si scongiuri il pericolo che la storia possa ripetersi. Il fatto è che dopo tanto tempo, nessuno ha più voglia di arrovellarsi a capire le ragioni che avevano spinto gli uomini e le donne dell’epoca a cadere tanto in basso: frustrazione, ignoranza, miseria, compensate da ore e ore trascorse a litigare su facebook e a guardare programmi demenziali, incapaci di reagire alle innumerevoli angherie a cui venivano continuamente sottoposti. In questo futuro felice, si è diffusa l’idea che gli esseri umani vissuti nel secolo di merda fossero semplicemente degli emeriti imbecilli e che studiarli sia una perdita di tempo.

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