Vescovo a giudizio

Pubblicato: martedì, 6 giugno 2017
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Diffamazione aggravata per mons. Francesco Miccichè, prima udienza 15 settembre

Dovrà comparire il prossimo 15 settembre davanti al giudice monocratico Chiara Badalucco, l'ex vescovo di Trapani mons. Francesco Miccichè rimosso nel maggio 2012 da Papa Ratzinger. Il giudice delle udienze preliminari Emanuele Cersosimo ha rinviato a giudizio mons. Miccichè, come aveva chiesto il pm Marco Verzera, con l'accusa di diffamazione aggravata. L'ex vescovo era stato querelato dall'ex direttore amministrativo della Curia, don Ninni Treppiedi, per le dichiarazioni comparse in dodici articoli pubblicati sulla stampa locale, in particolare sul settimanale Social. In quegli articoli mons. Miccichè ricostruiva la vicenda dello scandalo che ha travolto la Curia trapanese continuando ad attribuire a don Treppiedi una lunga serie di malefatte. Per la Procura di Trapani le dichiarazioni di mons. Miccichè, pubblicate negli articoli oggetto di querela, sono state pesantemente diffamatorie nei confronti di don Treppiedi. Nell'udienza di questa mattina il gup Cersosimo ha sentito il giornalista Maurizio Macaluso, autore degli articoli, prosciolto da ogni ipotesi di reato assieme al direttore del settimanale Vito Manca. Macaluso ha ricostruito in che modo è stata condotta a più riprese l'intervista con l'ex vescovo Miccichè. Successivamente il gup ha deciso per il rinvio a giudizio di mons. Miccichè. Questa è una indagine che indubbiamente tocca quella principale da tempo condotta dalla Procura trapanese, il cosidetto scandalo della Curia trapanese. Una indagine che inizialmente, proprio per le denunce presentate da mons. Miccichè, vedeva don Treppiedi indagato per i reati ampiamente accennati da mons. Miccichè anche nelle sue ripetute interviste. E' però accaduto che l'indagine su don Treppiedi si è via via sgonfiata per via di alcune archiviazioni (esempio quella relativa alla tenuta di un conto segreto allo Ior, cosa risultata infondata, e quella inerente la vendita di alcune proprietà ecclesiastiche) e addirittura in una di queste archviazioni la Procura di Trapani ha apertamente definito bugiarde le denunce di mons. Miccichè. Il comportamento tenuto dall'ex Vescovo di Trapani per i pm trapanesi era finalizzato a coprire semmai sue malefatte. Tutto questo è accaduto mentre è stato Mons. Miccichè a finire sotto inchiesta per appropriazione indebita e malversazione. Avrebbe intascato , nel tempo , durante il periodo di guida della Diocesi, quasi 1 milione di euro sottratti ai fondi Caritas delle opere di carità. Troncone investigativo quest'ultimo ancora aperto ma pare prossimo alla conclusione.

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