“Non sono stato io”, “Si vergogni e confessi”

Pubblicato: sabato, 25 giugno 2016
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13351195_10154207194339836_1932012240_oDal carcere Girgenti respinge le accuse, ma la vedova del maresciallo Mirarchi lo invita a dire la verità.

Nicolò Girgenti, ha negato di essere il presunto assassino del maresciallo capo dei carabinieri di Marsala, Silvio Mirarchi, ucciso lo scorso 31 maggio durante un appostamento nei pressi di una serra dove erano coltivate oltre 6 mila piante di marijuana.

Girgenti NicolòGirgenti è stato ascoltato ieri dal gip e dal pm per il primo interrogatorio dopo l’arresto di qualche giorno addietro, e dal carcere attraverso il suo legale, l’avv. Vincenzo Forti, ha fatto avere solidarietà e sostegno alla famiglia del maresciallo ucciso, “non sono stato io, quel maresciallo lo conoscevo perchè aveva comprato piante ornamentali presso il mio vivaio”.

Ma la risposta arrivata dai familiari del maresciallo è stata secca, solidarietà e abbraccio respinti: “Fino ad oggi – ha detto Antonella Milazzo, la vedova del maresciallo Mirarchi che era genitore anche di due ragazzi – siamo stati in silenzio io e i miei figli, nel profondo dolore in cui siamo piombati dopo quella tragica sera. Ma adesso sentiamo la necessità di parlare, poiché l’uomo che è stato catturato per la morte di mio marito si è permesso di dire che è addolorato e ha espresso solidarietà. Si vergogni”.

I familiari si sono affidati all’avvocato Giacomo Frazzitta, presidente della camera penale di Marsala noto per essere stato difensore di parte civile per Piera Maggio, la mamma della piccola Denise scomparsa da Mazara nel 2004, mai più trovata. “Siamo rimasti soli – ha continuato Antonella Pizzo – e quest’uomo farebbe bene a raccontare tutto senza sprecare fiato per delle parole vuote e prive di significato, oltre che prive di vero e sincero pentimento. Si vergogni!”.

MirarchiIntanto, il Comando provinciale dei carabinieri di Trapani ha comunicato che l’1 luglio, alle 18, nel trigesimo della morte del militare, calabrese d’origine ma marsalese d’adozione, sarà celebrata una messa in suo suffragio nella chiesa di Maria SS. Ausiliatrice di Marsala, alla presenza del comandante dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Tullio Del Sette. La funzione religiosa sarà officiata dal vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero e dal cappellano militare, don Salvatore Falzone.

Girgenti resta in carcere, il suo difensore ha fatto sapere di avere contestato l’esito dello “stub” , il guanto di paraffina, perchè i nitrati tipici della polvere da sparo sono presenti anche nei prodotti di concimazione. E a proposito delle cicche di sigarette trovate nella serra davanti alla quale fu ucciso Mirarchi , e che gli esami genetici hanno attribuito a Girgenti, l’accusato ha detto che la cosa è possibile avendo frequentato quelle serre, prima di cederle al partinicense Francesco D’Arrigo, arrestato all’indomani dell’omicidio del maresciallo, con l’accusa di coltivazione di droga. Ma all’esito dell’interrogatorio da parte del gip Amato e del pm Sessa per Girgenti non è cambiato nulla, probabilmente la difesa farà ricorso al Tribunale del Riesame contro la misura cautelare. A meno che…non arrivi la decisione di confessare. Le indagini poi non sono concluse, la caccia continua ai complici di chi ha ucciso Mirarchi.

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