Caso Marino, l’indagato ricorre al riesame

Pubblicato: giovedì, 7 aprile 2016
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Tribunale e Procura di TrapaniIl Tribunale della Libertà di Trapani dovrà pronunciarsi sull’ordinanza del gip Cersosimo che ha disposto la perquisizione

L’avv. Nino Marino con il suo legale, l’avv. Umberto Coppola, peraltro presidente del foto di Trapani, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame contro l’ordinanza del gip Cersosimo con la quale gli agenti delle sezioni di pg della Forestale e della Finanza hanno eseguito nei giorni scorsi una perquisizione sia nello studio quanto nelle abitazioni del professionista che è indagato per pedofilia e per emissione di fatture false. Il Tribunale del Riesame di Trapani però ad oggi non ha ancora fissata la data dell’udienza, cosa che però dovrebbe avvenire nelle prossime ore. C’è di certo che ci si trova dinanzi ad una indagine che appare blindata e non solo per il silenzio assoluto che c’è in Procura ma anche per la natura dei provvedimenti giudiziari sino ad oggi opposti all’avv. Marino. L’indagine è coordinata personalmente dal procuratore Marcello Viola, ed ha ricevuto un primo vaglio importante che ne ha consolidato la fondatezza e cioè l’emissione di una ordinanza da parte di un giudice, il gip Cersosimo, nella veste proprio di giudice terzo. La Procura ha i poteri per disporre senza alcun altro vaglio le perquisizioni, nel caso di Nino Marino, trattandosi per l’appunto di un avvocato, il codice prevede obbligatoriamente l’intervento del gip. E il gip Cersosimo ha dato piena ragione alle esigenze investigative rappresentate dalla Procura. La perquisizione ha portato al sequestro di computer che adesso sicuramente passeranno al vaglio di consulenti nominati dalla Procura. Il ricorso al Tribunale del Riesame ha una doppia lettura, intanto il legittimo tentativo dell’indagato di vedere annullati i provvedimenti, almeno quelli della perquisizione a suo carico, non riguarda invece l’avviso di garanzia che è stato notificato dalla Procura, e poi con il ricorso al Tribunale del Riesame la Procura è obbligata al deposito degli atti presenti nel fascicolo e quindi per l’indagato la legittima possibilità di conoscere i contorni della clamorosa vicenda che lo vede indagato. Resta fino ad allora nascosto lo scenario nel quale è maturata l’indagine, la presenza degli agenti della sezione di pg della Forestale fa presupporre il collegamento con altre indagini condotte dagli investigatori di questa sezione che come è oramai risaputo negli ultimi anni si sono occupati di numerose indagini anche quelle relative al malaffare di certi colleghi bianchi della città.

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