Carabinieri impegnati in un’operazione di contrasto del lavoro nero, azione di contrasto ma anche culturale

Pubblicato: martedì, 29 dicembre 2015
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Carabinieri contrasto lavoro neroI Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Comando Provinciale di Trapani, insieme agli Ispettori del Lavoro civili e su impulso del Direttore Territoriale del Lavoro, nell’ultima settimana sono stati impegnati in controlli finalizzati al contrasto e l’emersione del lavoro nero. Grande impegno, come sempre, da parte dei Carabinieri anche in quest’ambito. Il contrasto del lavoro nero aiuta l’economia onesta e tutela i lavoratori, quindi l’opera dei Carabinieri, ancora una volta, è fondamentale per la legalità e la giustizia che si traducono in un paese più giusto e in istituzioni più credibili.

Ritornando all’operazione in se, essa è uno strumento che permette una visuale del territorio non solo legata alle denunce sporte dai cittadini, che non sempre denunciano. A complicare le cose il Job Act, che ha dato delle possibilità tali di sgravio fiscale, ma risulta difficile comprendere ancora chi mantenga il personale in nero o in posizione d’irregolarità.

Il risultato dei controlli: “sono state controllate 4 aziende , verificate 27 posizioni lavorative: i militari scoprivano 4 lavoratori in nero, procedevano a 2 sospensioni di attività imprenditoriale, contestavano sanzioni amministrative per complessivi 47.815,00€.
Nel particolare in una prima azienda commerciale, a S. Vito Lo Capo, venivano sorpresi 2 lavoratori in nero su 2 presenti, per cui scattava la sospensione. In una seconda azienda commerciale, a S. Vito Lo Capo, venivano controllati diversi lavoratori, ma in questo caso tutti in regola coi contratti di settore. Invece in una terza azienda commerciale, ad Erice, venivano controllati 2 lavoratori “in nero” su 5 presenti. Anche in questo terzo caso scattava la sospensione dell’attività imprenditoriale, con conseguente oblazione di 500€ in prima istanza e di 1500€ entro 6 mesi per non diventare titolo esecutivo, oltre alla maxi sanzione variante da 1.500 a 36.000€”.

I Carabinieri con questa azione si prefiggono oltre il contrasto, un’azione culturale, come ben specificato in un loro comunicato: “L’azione dei militari della Tutela Lavoro insieme agli Ispettori civili è volta a diffondere l’abitudine ad assumere lavoratori in regola e dare loro certezza della loro opera: giusta retribuzione e conseguenti contribuzioni previdenziali. In mancanza di ciò abbiamo lavoratori che:
• spesso lavorano per la metà di ciò che dicono di prendere, perché taluni imprenditori gli trattengono parte della retribuzione: ciò non si sa finché l’interessato non lo denuncia. Tale pratica illecita si chiama “estorsione” secondo il codice penale (art. 629 C.P.), passibile di arresto, fermo di indiziato di delitto o di ordinanza di custodia cautelare, con pena che può andare da cinque a dieci anni;
• un domani, non avendo taluni imprenditori versato i contributi, non avranno la pensione che dovrebbero avere, ma scatterà per loro la c.d. “pensione sociale” che peserà sulle contribuzioni di coloro che invece contribuiscono regolarmente alle casse dell’INPS: questa pratica diventa un “furto collettivo” perpetrato dall’imprenditore malintenzionato ai danni della cittadinanza che invece pagherà al suo posto;
• in caso di infortunio, non denunceranno il loro infortunio pur di non perdere un simile “ lavoro” sempre e solo al nero: questo succede spesso in edilizia.
L’attività dei Carabinieri nel settore, tende a interrompere il ciclo vizioso del lavoro nero che include tutta una serie di inadempienze amministrative verso i Comuni, nonché di autorizzazioni allo smaltimento di agenti di lavorazione che non vengono appunto dichiarati come non vengono dichiarati i lavoratori stessi: parliamo di aziende spesso del tutto sconosciute alla Pubblica Amministrazione, sia sotto l’aspetto amministrativo che fiscale”.

Infine sempre nel comunicato si evince che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni con la variazione di luoghi ed orari.

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