Mafia, antiracket e consumo critico

Pubblicato: giovedì, 9 luglio 2015
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addio pizzoIn merito alla misura di prevenzione disposta dal Tribunale di Palermo nei confronti delle imprese del gruppo Virga, proprio per i fatti che stanno alla base del sequestro odierno, da anni Addiopizzo aveva ritenuto non opportuno includere nella rete di consumo critico antiracket le società sopra citate.

Tale scelta è stata compiuta in tempi non sospetti e nonostante gli operatori economici avessero sporto delle denunce per degli episodi estorsivi. Per alcuni di questi, successivamente accertati con condanne nei confronti di esponenti mafiosi, è stata data, tramite Libero Futuro, assistenza processuale.

Nulla di più è stato fatto e soprattutto il protocollo di trattamento impiegato e seguito in stretto raccordo con organi investigativi e autorità giudiziaria non ha mai visto pubblicizzare tali storie, né tantomeno agli occhi dell’opinione pubblica, come simboli dell’antiracket o modelli di denuncia.

In generale ci preme ricordare che l’attività di assistenza alla denuncia è un terreno di lotta molto duro e delicato su cui è possibile imbattersi in storie difficili, scomode, paradossali e border line. Ciò non toglie però che sia comunque cruciale prestare assistenza nei processi a chi decide di denunciare, affinché non sia esposto a rischi di isolamento e ritorsioni, senza illudersi nei confronti di tali soggetti che per diverso tempo hanno condiviso relazioni ed interessi con le organizzazioni mafiose.

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