“La favola” delle Regie Trazzere di Sicilia – Introduzione – Parte Terza

Pubblicato: sabato, 7 marzo 2015
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Di Antonino Messana

Da Trapani passo alla Biblioteca Regionale “Alberto Bombace” di Palermo per ricercare le trazzere pubblicate nelle Gazzette Ufficiali della Regione Sicilia. Ne trovo due sufficienti per i miei fini. La n. 30 del 24 luglio 1954 sotto riportata.

Gazzetta Ufficiale

In terza pagina c'è un primo elenco ed un avviso  con il quale “Il Direttore dell'Ufficio tecnico speciale, avvisa che l'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste ha dichiarato l'appartenenza al demanio pubblico regionale le seguenti trazzere”.

Primo Elenco Trazzere Segue un elenco di ben 185 trazzere sparse in tutto il territorio della Sicilia. Al numero progressivo 107 è stata riportata la R.Trazzera Alcamo - Gibellina, - Decreto n. 349 (numero che denominerà la trazzera) prot.2-5002 del 19 giugno 1953. Al n. 108 la R. Trazzera Bivio Quaranta Salme (territorio di Alcamo), Bivio Bosco S. Anna (territorio di Partinico), - Decreto n. 350, prot. 2-5003 del 19 giugno 1953. Al n. 148 la R. Trazzera Alcamo-Castellammare del Golfo, interessante il territorio dei Comuni di Alcamo e Castellammare, - Decreto n. 390, prot. 2-5187 del 2 febbraio 1954. Al n. 167 la R. Trazzera Bivio Tonnara Magazzinazzi – interessante il territorio di Alcamo – Decreto n. 409 prot. 2-5187 del 2 febbraio 1954. Gli stralci della Gazzetta per le suddette trazzere sono qui sotto riportate. Trazzere 2

Per quest'ultima trazzera il lettore avrà immediatamente notato che percorre semplicemente il territorio alcamese, senza nessun collegamento con altra città. In questo caso viene avvalorata la tesi che nei millenni, nel territorio di Alcamo, non esisteva popolazione, ma solo animali. Non è un caso che le regie trazzere devono collegare almeno due città. Esistono numerosi documenti all'Archivio di Stato di Palermo – per esempio busta 275 Maestro Segreto– nota del 16 febbraio 1789 ove   testualmente è scritto:...”per trazzere reputarsi quelle strade, che dalla popolazione portano alle prossime immediate popolazioni”. E' evidente che quella strada non è una Regia Trazzera.

         La seconda Gazzetta è la n.32 del 7 agosto 1954, sotto riportata.

Gazzetta Ufficiale Trazzere

 

In essa oltre all'avviso del Direttore dell'Ufficio Trazzere come già visto nella precedente Gazzetta, sono elencate 52 trazzere per tutta la Sicilia. Le due Gazzette riportano complessivamente ben 237 trazzere e solo 6 di Alcamo. Per la sola città di Alcamo mancano all'appello n.10 trazzere, dato che nel quadro d'unione redatto dallo stesso Ufficio trazzere ne figurano n. 16. Non sapendo il numero complessivo di tutta Sicilia non sono in grado di stabilire il numero complessivo mancante. Non ho rintracciato neanche le relative Gazzette. Per i miei studi, la pubblicazione di n.6 trazzere alcamesi sono più che sufficienti. Non escludo che in seguito mi occuperò delle altre.    Chiaramente è impossibile soffermarmi su tutte le trazzere elencate nelle Gazzette, tuttavia, questo mio lavoro potrebbe essere una traccia per gli altri Comuni della Sicilia con alta densità di trazzere. E certamente, per raggiungere la cifra di 11.000 Km., i Comuni interessati saranno numerosi, mentre le vere Regie Trazzere dei millenni passati sono poche. Questo argomento sarà dettagliatamente affrontato più avanti.

Gazzetta Ufficiale Trazzere 2Come il lettore può constatare dagli stralci   sopra riprodotti  le trazzere di Alcamo sono due: al primo posto si legge: R. Trazzera Trapani-Palermo con diramazione bivio Gazzera (Castellammare) – Bivio Terme Segestane – Bivio Setterino, interessante il territorio  dei Comuni di Trapani, Erice, Buseto Palizzolo, Paceco, Calatafimi, Castellammare, Alcamo, Partinico, Borgetto, Giardinello, Montelepre, Carini, Torretta, Monreale e Palermo – Decreto 432 prot. 2 marzo 1954.

Osservando il percorso si deduce chiaramente che quell'itinerario rispecchia esattamente la Via Valeria, cioè la Messina-Trapani costruita dal Console Marco Valerio nel 210 avanti cristo, dopo la seconda guerra punica. Sono indicative le città di Montelepre, Partinico, Terme Segestane, e via dicendo. Il lettore può benissimo verificare il percorso nelle  mappe del Villabianca e dello Schmettau sotto  riportate.

Sicilia villabianca Trazzere Alcamo schmettau

E proprio questa strada è stata costruita con una larghezza di 40 palmi, cioè metri 10,32, altro che 38 metri. In questo caso l'Ufficio Trazzere ha il preciso obbligo di dimostrare chi è stato a trasformarla in strada armentizia larga canne 18 e palmi 2. Il problema verrà ripreso in seguito.

Trazzere Alcamo Trazzere Alcamo 2

Quadro appeso in sala d'attesa dell'Ufficio

Le due mappe sopra riportate,  cioè, la prima il quadro di unione e la mappa  colorata in rosso mostrano grovigli di trazzere che sembrano labirinti. Ed allora come mai Federico Munter, passando per Alcamo, nel 1823 scrive: “...l'intera contrada di Alcamo, Segesta e Trapani è un deserto. In nessun luogo trovansi tracce di strada battuta, non essendovi che viottoli... Tutto questo terreno è formato da più eccellenti, e fertili campi che generalmente non sono coltivati, e dove assai di rado si vede qualche mandria di capre e pecore... Altro che n.16 trazzere di 38 metri per un percorso di 80 Km e con qualche mandria di capre e pecore. Per comodità del  lettore ho riportato, con le figure sottostanti, la copertina originale del libro e la pagina sopra citata.

Le Trazzere 2 Viaggio

Trazzere 4

La testimonianza di Munter, come si suole dire, “taglia la testa al toro” per  la seguente ragione. Premesso che i viaggiatori dell'epoca percorrevano le strade a cavallo dei muli accompagnati         da un bordonaro, il nostro autore Munter per andare a Segesta e proseguire per Trapani  ha percorso, necessariamente, con  serenità e tranquillità la trazzera n. 452 (come segnata in mappa dall'Ufficio trazzere) guardando ed osservando nei particolari il paesaggio, peraltro, pianeggiante con vista fino al mare lato nord-ovest. Il lettore, se lancia uno sguardo fulmineo alle mappe sopra riprodotte, si accorge che in quel percorso (per puntualizzare dico: Madonna delle Grazie o Porta Trapani – Fiume Freddo) si osservano almeno n.5 trazzere regie (452 con biforcazione mulino Marcione; n. 659 con biforcazione strada Costa; infine, n. 486). Quindi, tutte quelle trazzere di 38 metri non potevano esistere, considerato  che  Munter ha scritto che ha attraversato  viottoli  e ha incontrato rare mandrie nel cammino da Alcamo a Trapani. Da tenere in considerazione che essendo il territorio di Alcamo deserto e pianeggiante, tutte quelle trazzere così larghe non potevano essere scambiate  per viottoli. Peraltro, i terreni erano incolti, dovendosi quindi escudere l'ipotesi di eventuali usurpazioni.

Assieme a  Munter altri visitatori italiani e stranieri hanno percorso le strade di Sicilia e quelle di Alcamo: Jean Houel (Viaggio in Sicilia 1777-1779), Goethe (marzo 1787), Paolo Balsamo, ed altri. In seguito dedicherò qualche paginetta di approfondimento.

Per chiudere, riprendiamo la Gazzetta n.32 sopra raffigurata: n.40) R. Trazzera Bivio Pietralonga (Alcamo)-Bivio Dammusi (Monreale) con diramazione bivio Jato (Monreale)-Bivio Gianvicario (Sancipirrello), interessante i territori dei Comuni di Alcamo, Partinico, Monreale, S. Giuseppe Jato e S. Cipirrello, Decreto n. 457 prot. 2-5638 del 2 marzo 1954.

Trazzere 5

MAPPA -UFFICIO TRAZZERE

Mappa ufficio trazzere

EVIDENZIA TRATTO 113

Trazzera Alcamo

Con la pubblicazione nelle Gazzette Ufficiali, visto che tutti siciliani hanno avuto la possibilità di conoscere percorsi e località delle trazzere, i decreti acquistano validità giuridica e gli interessati, se lesi nel loro diritto, hanno la possibilità di impugnare i decreti. Infatti, dopo l'elenco delle trazzere, l'annuncio si chiude con le seguenti parole : “Chiunque abbia interesse può entro 60 dalla pubblicazione impugnare i citati decreti, inviando le proprie rimostranze documentate all'Ufficio Speciale per le Trazzere di Sicilia”. Qui sotto è riportato lo stralcio.

Trazzere 6

Anche qui un piccolo commento. Quale persona o proprietario poteva impugnare il decreto? A mio giudizio, o nessuno o tutti gli abitanti dei Comuni  attraversati dalle trazzere, per il semplice motivo che nei percorsi non sono specificate né contrade né particelle, ma solo i Comuni. Se per caso, un“Tizio” di Alcamo  proprietario di uno o più terreni in contrade diverse, fatta eccezione per la contrada “Setterino” perché nominata nella trazzera n. 452 Trapani-Palermo, per conoscere i percorsi delle 16 trazzere doveva necessariamente recarsi all'Ufficio per verificare le mappe ed i percorsi. Solo in questa maniera poteva avanzare rimostranze, se per caso quella trazzera attraversava il suo fondo. Come quel “Tizio”, anche tutti gli altri proprietari dovevano agire in questa maniera. Se intervenivano tutti gli abitanti dei Comuni, l'Ufficio non era in grado di rispondere, trattandosi di numero milionario di risposte. Quindi, è chiaro che  nessuno ha potuto impugnare il decreto. Per altro verso, è scritto che era necessario accusare documenti. Ammesso che quel  Tizio proprietario voleva fare le sue rimostranze, che documenti presentare? Forse  un atto di acquisto o una successione registrata o una mappa catastale? La risposta poteva essere che la demanialità non andava incontro a prescrizione e che il catasto non era, come non lo è tutt'ora probatorio. E mi fermo qui, lascio al lettore le conclusioni.

Dopo la pubblicazione delle trazzere nelle Gazzette Ufficiali della Regione Sicilia, tratterò del  Decreto Assessoriale e Relazione dimostrativa di demanialità. La “Relazione” descrive la trazzera ed elenca il tracciato con le relative mappe, le prove e i titoli di appartenenza al demanio. Il Decreto è convalidato dalla  “Relazione” in parola.     Anticipo al lettore le testuali parole scritte e firmate nei  Decreti: ...”che l'Ufficio Tecnico Speciale per le trazzere di Sicilia, dalla quale risulta, in base a numerosi ed inoppugnabili titoli probatori che la trazzera....è dichiarata demaniale”.

Aggiungo a quanto sopra detto, quel Tizio, se per caso leggeva in anticipo il decreto, poteva solo recarsi all'Ufficio Trazzere e pagare l'eventuale usurpazione accertata.

Brevemente e per restare nell'argomento ho avanzato richiesta all'Ufficio trazzere di avere copia di alcuni  titoli delle sopra descritte trazzere di Alcamo (Trapani-Palermo; Alcamo-Castellammare, ect). Con lettera scritta che in seguito  mostrerò, l'Ufficio Trazzere mi  ha risposto che li dovevo cercare presso gli Archivi di Stato, Comuni, ect. Peraltro, sempre con lettera scritta mi è stato risposto che non conoscevano i “Volumi e Fondi” per eseguire le ricerche presso gli Archivi di Stato. Quindi, mi è stato impossibile ottenere i titoli elencate nelle “Relazioni”.

In conclusione, la Regione vende le trazzere e non esibisce alcun titolo di proprietà, ma solo mappe catastali con  strade (trazzere) allargate rispetto a quelle riprodotte dal catasto. Non a caso, presso gli Archivi (che, peraltro. mi ha indicato l'Ufficio Trazzere) ho acquistato  documenti che attestano che le trazzere erano state  vendute ed alcune non sono mai esistite. In seguito  mostrerò detti documenti.

Come anticipazione mostro la mappa della strada romana costruita dal Console   Marco Valerio Levino nel 210 a. c. dopo la seconda guerra punica contro i Cartaginesi. Ciò, anche, in risposta ad un quesito di un lettore.

Mappa Sicilia Trazzere Vera Messana

Mappa Sicilia Trazzere - Elaborata dall'Architetto in Milano Vera Messana

 

La quarta parte dell’introduzione verrà pubblicata  Mercoledì 18 Marzo 2015…

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6 Commenti
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  1. Luca ha detto:

    Complimenti per la approfondita ricerca: l’oggetto della trattazione si rivela interessante per gli affascinanti riferimenti storici e per gli eventuali risvolti sociali che potrebbe avere.

    • Ignazio Messana ha detto:

      Scusami, ma reputo alquanto azzardata la tua affermazione:”Osservando il percorso si deduce chiaramente che quell’itinerario rispecchia esattamente la Via Valeria, cioè la Messina-Trapani costruita dal Console Marco Valerio nel 210 avanti Cristo, dopo la seconda guerra punica”. Ciao. Ignazio Messana

  2. Martino ha detto:

    Complimenti per la rubrica.
    Volevo chiederle se la trazzera Alcamo-Castellammare riguarda anche il territorio dei Magazzinazzi. Grazie

  3. Ignazio Messana ha detto:

    Gent.mo Antonino
    mi riferivo alla tua affermazione: “quell’itinerario rispecchia esattamente la via Valeria”. Come sai le fonti più importanti per tentare di ricostruire i primi tracciati viari sono due: l’Itinerario di Antonino e la Tabula Peutingeriana, redatti nella tarda antichità. In particolare la Panormo-Hyccaris(Carini?)-Drepanis (Trapani) è indicata nel percorso: item ab Hyccaris per maritima loca Drepanis con le tappe Parthenico, Aquas Perticianenses e Drepanis. Quindi doveva essere una via costiera, presumibilmente,grossomodo,un tronco dell’attuale SS 187, già RT 554 del litorale Castellammare del Golfo-Isola delle Femmine. La descrizione delle strade romane è arrivata a noi con l’indicazione di luoghi, città e distanze che sembrano approssimative. I nomi riportati spesso distorti, corrotti e la loro identificazione, frequentemeente, è incerta. Ed ancora l’elenco delle mansiones dislocate lungo la via Valeria, a tutt’oggi, non è stato pienamente ricostruito. In conclusione le mappe del Villabianca e dello Schmettau, alle quali fai riferimento,sono recenti e comunque solo congetture. Troppo spesso le strade (trazzere) hanno cambiato il loro percorso. Ciao Ignazio Messana (se vuoi possiamo approfondire, in privato, l’argomento).

    • Valenziano ha detto:

      Concordo con Ignazio Messana. La ricostruzione del territorio isolano e delle relative vie di comunicazione si basa su congetture formulate su carte molto imprecise, almeno fino al XIV secolo. Inoltre, è inverosimile che il console Marco Valerio abbia indicato Drepanum quale caposaldo di una via consolare proprio all’indomani di una guerra vinta ove la città in questione s’era particolarmente distinta nella resistenza contro i Romani. Personalmente, ritengo altrettanto inverosimile che la popolazione fuggita da Mozia si sia insediata presso un sito esposto alle intemperie e poco protetto come l’attuale capo Boeo, quando a breve distanza si apriva un ottimo porto naturale, alla foce del Mazaro, capace di ospitare un’intera flotta antica, e che risulta, di certo, essere stato potenziato dai romani con imponenti opere portuali, oggi sommerse e fungenti da fondamenta per moli più recenti. Ma questa è solo una mia congettura. Quanto alla possibilità d’impugnare il decreto, mi limito ad osservare che il diritto civile, da secoli, conosce l’ azione di regolazione di confini’. Un saluto a tutti gli intervenuti.

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