“Io sono Charlie Hebdo”

Pubblicato: giovedì, 8 gennaio 2015
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charlie hebdoContinueremo a camminare con genti di altrove per tessere umanità

Articolo 21 ha lanciato un appello che condividiamo e facciamo nostro: “Restiamo in attesa di una puntuale e attenta ricostruzione da parte delle autorità francesi ma ciò che è sicuro è che non si possono concedere alibi agli integralismi di qualsiasi natura che vogliono mettere in discussione le libertà e i diritti civili”. Così Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21, hanno commentato in una nota l’attentato al settimanale satirico ‘Charlie Hebdo’ a Parigi. “La satira deve essere libera di colpire in ogni direzione e non può e non deve mai subire attentati, limitazioni, censure. E se davvero questa redazione è stata colpita per le vignette e gli articoli pubblicati – hanno concluso Corradino e Giulietti – spetta a tutti noi dare ospitalità e visibilità a quelle vignette e a quegli articoli affinché coloro che hanno commesso questo orribile attentato possano capire che la libertà di espressione va difesa sempre dovunque e comunque”. Facciamo anche nostro un altro appello girato in queste ore: “Io sono CHARLIE HEBDO ...il mio cuore è straziato ... Continuerò a comminare con genti di altrove ...tesseremo insieme umanità”.

GiornalismoGiorni crudeli questi di inizio 2015. Quei colpi di arma da fuoco hanno ancora una volta posto in evidenza quanto la stampa, il giornalismo, fatto anche con un tratto di matita, una vignetta satirica, la libera stampa, è il nemico che su diversi fronti si vuole abbattere, colpire. Quei colpi di arma da fuoco, quegli assassini freddi e spietati, ci hanno detto che la convivenza tra donne e uomini di diverse culture è mal tollerata. Due motivi per dire anche da qui da questo giornale no al terrorismo, no alle armi, si alla Pace. Tessiamo nuova umanità, non siamo per incitare odio. Poche settimane addietro siamo stati testimoni di un grande slancio tra genti di diverse culture. E’ accaduto a Campobello di Mazara al campo che Libera, Croce Rossa, Libero Futuro, altre associazioni locali, hanno allestito un campo di accoglienza all’interno di un oleificio confiscato ad altri violenti, a mafiosi a loro modo pure sanguinari, quelli che usavano le loro imprese come armi per colpire gli altri, mafiosi che inneggiavano a Matteo Messina Denaro, assassino e stragista, freddo e spietato quanto gli assassini di Parigi,  che a suo modo nei pizzini scrive di una “sua” guerra (sic) santa da continuare a combattere. A Campobello di Mazara per alcune settimane ha preso anima e corpo la migliore delle integrazioni, sottraendo quegli immigrati ai caporali, dando loro in qualche modo un sito migliore dove piantare le loro tende, non il fango come da decenni accadeva, sotto gli occhi di tanti che facevano finta di non vedere. Questa è l’integrazione che ci piace, l’integrazione che vive con il rispetto degli uni per gli altri, delle mani che si allungano e si stringono, le mani che tengono e regalano il pane e non tengono stretti i Kalashnikov. Da queste parti sappiamo che non siamo solo noi, donne e uomini della cultura occidentale a pensarla in questo modo, donne e uomini dell’Islam, degli altri Paesi del mondo che sono nostri concittadini sappiamo che la pensano come noi. Insieme oggi condanniamo il terrorismo. E diciamo di si alla libertà, e soprattutto alla libertà di stampa. Oggi e per sempre siamo tutti Charlie Hebdo

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