Benedette crisi…

Pubblicato: domenica, 4 gennaio 2015
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“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’".

Albert Einstein

plan A, plan BBenedette siano le crisi, i passaggi evolutivi e le sfide che la vita pone. No, non è aria di sfida o voler essere sprezzanti del pericolo ma la constatazione che dietro ogni momento critico si nasconda una sfida che rappresenta il giro di boa, la possibilità di una crescita personale, il punto di non ritorno per evolvere.

In giappone la parola crisi è rappresentata da due ideogrammi, uno sta per opportunità e l'altro per evoluzione, proprio a significare che la parte ostica è solo una faccia della medaglia, e che oltre all'amaro c'è molto di dolce da raccogliere dall'aver affrontato l'ostacolo.

Sembra retorico e anche un po' banale ma il classico "ciò che non ti distrugge ti rende solo più forte" è davvero un esemplificazione della capacità di ciascuno di andare a pescare risorse che non si credeva di possedere.

Non c'è da sperare che ci sia sempre una crisi dietro l'angolo ma nemmeno vivere comodamente tra l'ovatta e sotto la campana di vetro può rappresentare una reale opportunità di crescita.

 Einsten, genio indiscusso e oserei dire filosofo moderno, ebbe a dire proprio a proposito della crisi:"Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle  persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Parlare di crisi, in senso ampio e soprattutto economico, ho il senso che spesso diventi il modo per attribuire completamente al caso e alla fortuna la responsabilità della propria vita; d'altra parte a livello sociale non esiste un periodo storico che non sia stato considerato nel momento stesso in cui veniva vissuto speciale o ostico, proprio perchè fa parte della realtà incontrare ostacoli, sta alla volontà dei singoli decidere se soccombere, adattarsi o agire per migliorarsi.

Attenzione al senso di poter controllare e risolvere tutto però, se è vero che la crisi può farci scoprire le risorse di cui disponiamo è anche vero che è fondamentale riconoscere anche i propri limiti personali per non cadere sempre negli stessi improduttivi errori.

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