Inaugurazione di una Moschea ad Alcamo

Pubblicato: lunedì, 25 agosto 2014
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moscheaALCAMO. Si inaugura domani la Moschea di Alcamo sita in via Generale Cascino, tra Via Ugo Foscolo e Corso Francesco di Paola. Il luogo era stato già destinato a questo scopo qualche tempo fa salvo poi non essere regolarmente utilizzato a tale scopo.

Ad intervenire sull'edificio e affinchè la moschea si inauguri è Atika Chaif, donna marocchina alcamese ormai d'adozione. Con la sua associazione, Markaz Iqrà, ha deciso di svolgere un lavoro di supporto per la comunità araba molto folta ad Alcamo.

La signora Chaif ha una laurea conseguita in Marocco e un' altra presso l'università di Palermo e da anni svolge il ruolo di interprete e traduttrice, con tale azione intende dare un luogo importante ai tanti arabi presenti sul territorio e al contempo offrire uno spazio di confronto e conoscenza.

Con la sua associazione svolgerà anche incontri volti ad alfabetizzare all'italiano gli stranieri al fine di garantire una sempre maggiore mescolanza.

La comunità araba è tra le più rappresentate ad Alcamo nonchè tra le più antiche rispetto alle nuove migrazioni provenienti soprattutto dall'est Europa e dall'asia. Un luogo come la moschea, corrispondente alla nostra chiesa, si pone come simbolo di uno stanziamento effettivo e riconosciuto.

L'inaugurazione del luogo sacrò avverrà domani 26 agosto alle ore 20 proprio presso i locali precedentementi citati.

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7 Commenti
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  1. ANTONELLO ha detto:

    Chissà cosa pensano DELL’EDIFICAZIONE DI UNA CHIESA CRISTIANA in marocco o in altri paesi islamici.
    Spero che siano in sintonia con il NOSTRO spirito di fratellanza e non vogliano più cercare di vietare il CROCIFISSO dalle scuole .

    • controllare ha detto:

      Si indaghi bene … in Marocco ci ne sono più di 40 chiese con campanile stile romano. La più grande è quella di Casablanca inaugurata dal papa nel 1985

    • Caterina ha detto:

      I bambini degli immigrati non hanno bisogno di studiare l’arabo, in quanto a loro bastano per questo i genitori. Essi hanno, invece, gradissimo bisogno di imparare bene l’italiano e di conoscere la nostra storia e la nostra civiltà in tutti i suoi aspetti. Solo così potranno integrarsi bene in mezzo a noi. Consentire loro di studiare l’arabo nelle nostre scuole significa invece: ritardare e probabilmente compromettere il loro inserimento nella nostra società; veicolare a loro e a nostro svantaggio, tramite insegnanti arabi, tutti i pregiudizi e i luoghi comuni anticristiani e, in genere, antioccidentali presenti nella cultura araba; consentire agli estremisti di penetrare segretamente in mezzo a noi e di far proseliti tra gli immigrati di seconda o di terza generazione. I nostri politici, dal canto loro, avrebbero bisogno di saper guardare lontano nel tempo e di non essere miopi.

  2. sparta ha detto:

    IL GIORNO DOPO IL SINDACO SI PREMURI DI FAR TOGLIERE IL CROCIFISSO DAI LUOGHI PUBBLICI.
    …DOBBIAMO (NOI) INTEGRARCI.
    ORMAI L’INVASIONE E’ ATTUATA ARRIVA IL CALIFFATO.
    MEDITATE GENTE ….MEDITATE..

  3. Gino ha detto:

    Io, da emigrante all’estero, son contento di avere la possibilita’ di prendere parte alla vita civile e religiosa del paese che mi ospita (almeno finche’ i 5 stelle e UKIP) non ci cacceranno via.
    E’ giusto che chi emigra ad Alcamo possa avere un luogo dove professare la sua fede.

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