Demolizione arbitraria della croce bronzea del nuovo altare della Chiesa “Stella Maris” di Alcamo Marina

Pubblicato: sabato, 16 agosto 2014
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croce stella maris

ALCAMO. Pubblichiamo per intero la lettera del Prof. Vincenzo Settipani in merito alla recente demolizione della croce bronzea all'interno della Chiesa Parrocchiale Stella Maris. Una struttura artistica-religiosa di elevato prestigio andata ormai perduta per sempre. Nel pubblicare la lettera la redazione di Alqamah.it esprime tutta la propria stima nei confronti del Professore Settipani e dei suoi capolavori artistici.

Ve la ricordate? ...La croce Astile dell'altare, a forma di barca, che si trovava all'interno della Chiesa Parrocchiale Stella Maris di Alcamo Marina è stata rimossa dal parroco don lino perché a lui non piaceva. E ha fatto di tutto per non farla gradire alla comunità e giustificare questo atto selvaggio, di arroganza e irriverenza contro la stessa comunità, che qualche anno prima, tramite la buon anima di don Giuseppe Ilari avevano con fatica raccolto ben 11.000 euro per finanziare quest'opera bronzea che faceva parte dell'altare-barca in marmo. Infatti essa rappresentava la prua, (direzione), e il vessillo che indica la guida e la via del fedele, ma anche del sacerdote che sta per celebrare. All'emerito prelato non piaceva perché quella croce non raffigurava Gesù, non capendo che al posto della figura di Gesù ho voluto applicare un Nastro. Pure i miei alunni preadolescenti sanno che il nastro simboleggia il DONO. E Gesù infatti è Dono. Alcuni sacerdoti avrebbero bisogno di studiare un po' di arte e in questo caso anche un minimo di liturgia, considerato che don lino sconosce totalmente le piu' elementari norme liturgiche. Infatti ha abbandonato la Cappella del Santissimo, (perché da lui ritenuta scomoda), a vantaggio di un brutto tabernacolo ligneo posto vicino l'altare. E così le messe sono più sbrigative e il rito è reso più comodo a vantaggio di Don Lino. A pensarci prima, (ad avere un Parroco così), avremmo potuto risparmiare almeno 50.000 euro. Purtroppo non l'ha previsto nessuno. E sono in molti: il progettista, il direttore dei lavori, l'ufficio tecnico di Alcamo, l'Assessorato ai lavori Pubblici Regionale, il Vescovo, la commissione d'arte sacra e tutta la Comunità dei Salesiani. Ho trattenuto per mesi questo mio sfogo, ma in questa notte di Ferragosto, essendo vicino al mare, ricordando Maria Assunta in Cielo ho pensato alla mia opera che si è illuminata e consumata in breve tempo come un falò.

Vincenzo Settipani
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4 Commenti
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  1. Rino ha detto:

    Perche’ quando c’e’ da restaurare le chiese i soldi li dobbiamo mettere noi e quando invece si tratta di decidere sugli ogetti artistici, i preti possono fare e disfare a loro piacimento?
    Certo, avessimo il milione di Euro sottratto dalla curia Alcamese, questi soldi potrebbero apparire bazzecole. Ma visto che non e’ chiaro dove sia finito…

  2. Antonello ha detto:

    Scontro tra “Titani” — un soggetto che si auotodefinisce grande scultore ed un prete “diabolico”/”furbacchione” …… ma a pensarci ….. quanta mediocrità c’è su questa terra.

  3. aquila nera ha detto:

    Le interpretazioni degli oggetti artistici sono interpretazioni soggettive; ciò non significa che bisogna degenerare nell’offendere le persone; una croce che è costata 11000.00 euro oggi con tutte le crisi economiche e sociali che attanagliano la ns. società mi sembra uno sperpero di denaro. L’ unica colpa che si potrebbe imputare al parroco forse è quella di non averla venduta e il ricavato donarlo ai poveri come prescrive il Vangelo. Desidero spezzare una lancia nei confronti del parroco: un prete modesto senza grilli per la testa, un prete che da quando è diventato parroco la Chiesa Stella Maris è gremita in ogni ordine di posto non solo nel periodo estivo ma anche nel periodo invernale; molti potrebbero obbiettare che è un tipo sbrigativo, ma siccome ha il dono della parola, come diceva e desiderava Don Bosco, le sue parole entrano nelle menti degli uditori e vanno direttamente al cuore di noi fedeli; egli fa parte di quella corrente spirituale e materiale che si sta affermando nella Chiesa di oggi il cui terminale e il nostro Pontefice Francesco. Per quanto riguarda le spese effettuate nel passato dalla Curia vescovile di Trapani Vi ricordo a tutti le vicissitudini iniziate da quando c’erano Miccichè e Treppiedi e sono soto gli occhi di tutti come sono finite.

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