Il male oscuro

Pubblicato: domenica, 9 febbraio 2014
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Dott. Fabio Settipani, Psicologo - Psicoterapeuta

Una delle sensazioni meno gradevoli dell'esistenza umana è quella della depressione. Quando sei depresso, ti senti come se il tempo si fermasse senza consentirti più di andare in avanti e di proiettarti nel futuro. Resti intrappolato nelle maglie dei pensieri negativi, dei rimorsi del passato, delle angosce del presente. Ti senti solo, stanco, incompreso, senza una via d'uscita, vittima degli eventi e di te stesso. Perdi le speranze, perdi la voglia di affrontare le vicissitudini della vita, fino al punto di perdere la voglia della vita stessa, anzi, arrivi a pensare che sia il caso di farla finita perché per te non c'è più spazio. Nessuna cosa o persona ti dà più piacere, anzi preferisci stare solo, al buio della tua solitudine, dove trovi semplicemente il vuoto.

L'unica emozione è la tristezza. Sei profondamente deluso della tua vita, di come siano andate le cose, di come tu non sia stato in grado di gestire i rapporti con gli altri. Ti senti in colpa, insieme responsabile e vittima; forse sei anche arrabbiato con qualcuno, ma non riesci a trovare le risorse per dare parola alla tua rabbia, anche perché ormai non ha più senso arrabbiarsi, nulla ha più un senso. Vedi gli altri preoccuparsi per te, la qual cosa ti fa sentire ancora più inutile e inadeguato. Chiunque ti vuole bene cerca di darti dei consigli tentando di propinarti il proprio manuale della felicità. Tu annuisci, fai dei gesti di cortesia per non deludere l'altro, ma sai che dentro di te non resterà nulla di ciò che ti sta dicendo, in quanto, anche se ti dicono frasi del tipo "capisco benissimo quello che stai provando" pensi che nessuno potrà mai comprendere il dramma che si sta perpetrando dentro te stesso.

Hai coltivato troppe illusioni per tanto tempo e adesso ti ritrovi con un pugno di mosche. Forse sei stato eccessivamente dipendente da qualcuno e adesso ti trovi a raccogliere solo i cocci di questo rapporto. Forse hai sempre recitato una parte che non ti è mai appartenuta e non hai mai dato spazio al vero te stesso, per paura, per vergogna. L'unica cosa che hai sempre saputo fare nei confronti di te stesso, è stata quella di giudicarti ed inibire le tue emozioni più vere ed i tuoi desideri più profondi. Forse in te è sempre rimasta quella parte infantile che ti lascia assoggettato al volere degli altri, che ti fa pensare che non sia possibile riuscire ad affermare il tuo punto di vista; magari tendi ad affermare il tuo punto di vista proprio con la tua depressione.

Ma chi ti dice che il tuo punto di vista sia proprio quello giusto? Perché tendi ad arroccarti ad una visione monotona delle cose, a tal punto che se non si verificano le esperienze secondo certi tuoi assunti la vita non ha più senso? È possibile che hai sviluppato nel tempo, magari fin dalla prima infanzia, una visione di te stesso e del mondo un po' troppo riduttiva e vincolata a certi schemi esistenziali così inflessibili da farti cadere nel baratro quando esci fuori da essi? Sei sicuro che uscire fuori dai tuoi criteri di lettura della vita sia così impossibile, o peggio, un'idiozia? Hai mai pensato che proprio fuori dai tuoi vincoli ci sono le tue possibilità?

Sì, avrai tanta paura di andare verso il cambiamento, di esplorare nuove possibili contrade del tuo pensiero, magari non ci hai mai provato e per farlo avresti bisogno di una persona competente che ti accompagni in questo cammino, ma ricorda, al di là di ogni paura c'è sempre un orizzonte, c'è sempre un mare da esplorare, dentro e fuori di te; quel mare che ti sei sempre rifiutato di sentire e di percorrere, quel mare che adesso non vedi, ma è lì che ti aspetta. Spetta a te provare a sciogliere gli ormeggi ed incamminarti pian piano verso qualcosa a te ancora ignota, ma certamente affascinante: il tuo inconscio, la tua anima, le tue vere sofferenze, la tua autenticità, le tue scoperte, la tua rinascita, il tuo cambiamento, la tua felicità.

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