Braccio di ferro sulla cava, indagine in Procura

Pubblicato: martedì, 22 ottobre 2013
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Un fascicolo è aperto presso la Procura di Trapani a proposito di una vicenda che vede contrapposti la Sicilgesso e un piccolo imprenditore, Giovanni Palma, titolare di una cava di gesso costretto a battere la fiacca, a non poter lavorare, perché nessuno compra da lui. E’ una storia che va avanti da un po’ di tempo, e l’intervento della magistratura è scaturito per capire la ragione per la quale continua l’estrazione di gesso presso cave, diverse da quelle di Palma, che pare non potrebbero essere oltremodo autorizzate. Si tratta di impianti della Sicilgesso ai quali sarebbe concesso tutto, ma proprio tutto da parte degli uffici regionali che vigilano sulle cave e sul piano delle cave.

Nella sostanza Palma non avrebbe ceduto alle richieste di vendita, e la reazione è stata quella della sua esclusione dal circuito della fornitura del gesso. Commesse che aveva ricevuto sono state misteriosamente annullate. Ma a rendere ogni cosa ancora più inquietante il danneggiamento di un camion nei giorni scorsi: non appartiene a Palma ma ad un piccolo autotrasportatore che lavora per l’imprenditore, da quel camion sono sparite alcune cose, e proprio documenti che appartenevano a Palma compreso un binocolo che lo stesso utilizzava per guardare a debita distanza l’attività dei suoi concorrenti. Denuncia presentata e indagini in corso. Nessun legame tra il furto e le vicende delle cave sono emerse…e però, sottolinea Palma, “il furto del binocolo potrebbe essere un segnale preciso”. Quella intrapresa da tempo da Giovanni Palma è una vera e propria battaglia con la burocrazia regionale: “Ho denunciato abusi e soverchierie, un giorno andai ad occupare i locali dell’ufficio regionale competente e più volte invitai i funzionari a chiamare le forze dell’ordine per quell’abuso che stavo commettendo, ma non l’hanno fatto…sapevano dei torti commessi”. “Sono state concesse autorizzazioni all’uso di una cava da parte della Sicilgesso che a mio avviso non potevano essere rilasciate”. Palma denuncia anche una violazione ambientalistica: “L’impianto che viene oggi usato è a ridosso di una zona del territorio di Calatafimi Segesta che è soggetta a tutela…l’allargamento di quella cava è un vero e proprio scempio ambientale che però nessuno ha deciso di vedere”.

Nei giorni scorsi Palma ha presentato opposizioni a delibere approvate dal Consiglio comunale di Calatafimi. “La Sicilgesso, con la complicità degli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni e prospettando il tutto sotto forma di tutela dei posti di lavoro, ancora oggi riesce ad estrarre gesso da una cava che, stando alla normativa vigente, dovrebbe essere chiusa da anni; invece il 30 dicembre 2011, grazie anche al certificato di non incompatibilità ambientale rilasciato dal Comune di Calatafimi Segesta, é stata rilasciata una ulteriore autorizzazione di quattro anni e sei mesi.

Di fatto – scrive Palma nella sua opposizione – la Sicilgesso opera sul mercato in maniera sleale a discapito delle altre aziende che operano nel settore…è falso che la mia azione, cioè far chiudere questa cava perché non più gestibile per l’estrazione, metta in pericolo i posti di lavoro, i lavoratori della Sicilgessonon sono salvaguardati dalla produttività della cava di proprietà Sicilgesso e lo dimostra il fatto che in determinati periodi Sicilgesso si è rifornita di gesso da cave ubicate a centinaia di chilometri dall’impianto di trasformazione, senza che ciò abbia comportato licenziamenti. Il fatto vero è che mi si vuole costringere a sottostare alle loro condizioni, cioè cedere l’intera mia cava ad un prezzo irrisorio”. Nei suoi documenti Palma indica accadimenti che se veri sono gravi, come quello della demolizione di un baglio che per il piano paesistico non poteva essere demolito, demolizione che sarebbe stata funzionale all’uso della cava che secondo Palma dovrebbe essere da tempo chiusa.“Gli uffici hanno scelto di tenere gli occhi chiusi, non hanno visto questa demolizione, non notano le discariche di materiali inerti che si sono create, solo l’Arpa ha deciso di mettere tutto nero su bianco e la soprintendenza ha revocato precedenti autorizzazioni”. L’atto oggi impugnato riguarda proprio l’ampliamento della cava concesso dal Comune di Calatafimi: “Viene agevolato un imprenditore a danno di altri”.

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  1. VM ha detto:

    Si prega l’autore dell’articolo di sentire in merito anche i dirigenti della Sicilgesso SpA, dal momento che quello che riferisce (con tutto il rispetto parlando) l’imprenditore Palma sono fatti che non trovano riscontro in nessuna sentenza o giudizio, almeno per ora…. La Sicilgesso SpA è una realtà che dal 1964 ha dato e da lavoro ad oltre 40 dipendenti diretti (oltre all’indotto). E’ ed è sempre stata una delle prime aziende rispettose di tutte le norme in vigore sulla sicurezza, ambiente, lavoro, etc, etc. E’ partecipata al 50% dalla multinazionale Saint Gobain (uno dei primi 100 gruppi industriali al mondo e presente in 64 paesi con 190.000 dipendenti). E’ stata amministrata ottimamente e professionalmente per circa 30 anni dall’Ingegnere Bresciani, persona al di sopra di ogni sospetto. Non risulta che Palma abbia avuto richieste di acquisto dei propri terreni dalla Sicilgesso, anzi il contrario…. Cioè Palma ha offerto i propri terreni alla Sicilgesso ma a prezzi dei terreni edificabili residenziali in pieno centro di Roma!!!! Non risulta, infine, che qualcuno della Sicilgesso (per se o per i loro figlioletti) abbia avuto bisogno di un binocolo (ridicolo)!!!!!!

  2. Giovanni Palma ha detto:

    Caro sconosciuto, per completezza d’ informazione ti dico che il Binocolo è stato volutamente danneggiato e lasciato sul posto quindi il tutto assume significato diverso. Per il resto, se sei intessato alla questione, ti pregherei di uscire dall’anonimato e ti garantisco che ti darò, pubblicamente, tutte le informazioni che ti potrebbero servire per fare una corretta valutazione, anche sulla stima del bene, che mi è stata richiesta e per la quale,al fine di evitare posizioni in conflitto di interessi, ho dato incarico ad un tecnico di indiscussa capacità professionale e per di più in collabborazione con altro tecnico nominato da Sicilgesso, a garanzia delle parti. adesso considerato che sei ancora anonimo penso di averti detto già troppo. saluti e a presto
    G. Palma

  3. Giovanni Palma ha detto:

    Al sign.VM, ma la Sint Gobain di cui parla è quella che ha circa 193.000 dipendenti,circa 42 Miliardi di euro di fatturato e che recentemente è stata condannatata dal Garante Della Concorrenza a risarcire circa 2 milioni e mezzo di Euro alla Fassa Bortolo per aver avuto un eccesso di posizione dominante?????

  4. salvatore ha detto:

    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero
    con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione >>
    Articolo 21 della Costituzione Italiana, comma 1. Proprio il libero pensiero, ossia l’uso dell’intelletto nella ricerca del significato di qualsiasi proposizione, nella considerazione dell’evidenza a favore o contro di essa, e nella formulazione di un giudizio su di essa in base alla forza o alla debolezza dell’evidenza che manifesta3, garantisce la libertà di critica e il pluralismo, che assicurano la stabilità dello Stato
    Egregio dott. Giacalone ho voluto citare volutamente l’art. 21 della Costituzione Italiana, che lei sicuramente conoscera’ molto bene, perche’ ho letto il suo articoloi scritto su AlqamaH sulla vicenda Sgn. Palma cava di gesso sita in cotrada Chiuse di propieta’ Sisilgesso, io non voglio entrare dentro la vicenda inquanto ci sono gia gli’ organi competenti che se nei stanno occupando, volevo solo farle notare che non ho letto un contraddittorio, penso che come tutte le notizie publicate e fatte oggetto di opinione pubblica, bisognerebbe che ci fosse un’attenta e plurale informazione prima di publicare certi articoli che minano infangano e screditano persone aziende che operano e lavorano e fanno impresa nel nostro territorio da 50 anni onestamente dando lavoro a piu di 100 famiglie( in una terra non propio generosa di lavoro) nel rispetto di tutte le regole e leggi.
    E’ DIFFICILE SAPERE COSA SIA LA VERITA’, MA A VOLTE E’ MOLTO FACILE RICONOSCERE UNA FALSITA’ (Einstein).
    La invito a informarsi quante cave nel territorio italiano sono state oggetto di ben 32 ispezioni e controlli nell’arco di 2 anni, vedra’ che saltera’ subito dalla sedia inquanto non ci sono cave che risultino cosi presi di mira e fatto oggetto di cotanta attenzione, ( voglio informarla anche che tutte le 32 ispezioni sono a carico di noi tutti contribuenti e mai a carico di chi fa esposti e li manda).
    Chi le scrive e’ un lavoratore della Sicilgesso seriamente proccupato della profonda crisi che stiamo attraversando e dell’edilizia settore in cui opero, Sicilgesso azienda molto solida sta’ facendo tutti gli sforzi e tutto il possibile per rimanere sul mercato e superare la crisi, assicurandoci un lavoro duraturo e sereno per noi e lo nostre famiglie, ma questi fatti esterni che gia’ da piu di 2 anni tentano di screditare e infangare l’operato dell’azienda sulla cava di gesso di contrada Chiuse ha ben altri obbiettivi da parte di certi personaggi che operano sul filo della legalita’.
    Ivito Lei Dott. Giacalone e i suoi attenti lettori a sentire i diversi attori della vicenda e sopratutto a visionare di presenza la famigerata cava di gesso di contrada Chiuse causa di cotante attenzioni e malefatte(a detta di qualcuno) e vi renderete conto che la stessa potrebbe essere presa come studio per il decoro e la correttezza in cui opera sull’ ambientale e sul territorio, al contrario di tante mutilazioni ambientali che si vedono in giro e sono sotto gli occhi di tutti e che nessun privato o piseudo ambientalista tenta di denunciare agli Enti competenti, continuando ad operare indisturbate facendo scempio del nostro territorio.
    Le mie proccupazioni sono anche quelle di tutti i miei colleghi che vediamo come questa emorraggia di menzogne e calunnie nei confronti dell’operato della nostra azienda continua a minare la sicurezza del nostro posto di lavoro, ma sopratutto non vediamo una giusta informazione della vicenda data all’opinione pubblica dandone una realta distorta di tutta la storia, spero che lei possa ricercare la verita’ e denunciare eventuali menzogne e calunnie all’opinione pubblica dalla parte di una persona neutrale quale giudico sia Lei.
    S.Vultaggio

  5. Giovanni Palma ha detto:

    Egr. Sig. Salvatore Vultaggio, con tutto il rispetto per lei, per i suoi colleghi e per il vostro lavoro che non voglio minimamente possa essere messo a rischio per colpa mia, non voglio fare l’avvocato di nessuno ma una domanda mi viene spontanea, lei, è sicuro che i Dirigenti dell’azienda presso cui lavora vogliano fare delle Dichiarazioni Pubbliche ? nel totale rispetto per l’articolo 21 di cui lei parla, la informo che non è stato il Sig. Giacalone a cercare me, ma io a cercare lui.
    Ragion per cui se i Dirigenti dell’Azienda in questione hanno qualcosa da dichiarare, possono contattare tutti gli Organi di informazione presenti sul Territorio, come hanno fatto in occasione del cinquantesimo Anniversario e le assicuro che lo hanno fatto bene e come ho fatto io quando sono stato accusato a mezzo stampa, e in quel caso è stata mia cura rintracciare gli Autori dell’Articolo per replicare.
    Inoltre, se Sicilgesso ritiene che le mie azioni possano danneggiare l’azienda, le ricordo che avrebbero potuto esporre denuncia accusandomi di falso, invece hanno preferito: da un lato produrre delle relazioni da indirizzare agli Enti preposti al fine di giustificare il loro operato, anche a costo di scrivere il falso ma consapevoli del fatto che in alcuni casi la complicità dei funzionari avrebbe fatto prendere per buone quelle Relazioni e dall’altro diffondere il panico fra gli operai facendo credere loro, che a causa delle mie azioni di denuncia rischiano il posto di lavoro. E ancora le assicuro: che non sono stato io ad assumere un comportamento scorretto, che non ho mai sognato di diventare l’Emiro di Calatafimi per il semplice fatto di essere proprietario di una Cava di Gesso, per di più non ho mai risposto alle richieste di Sicilgesso con parametri fuori dalle logiche di mercato.
    Tuttavia non cederò mai alle offerte ridicole che mi sono state fatte, solo perche non rispecchiano i normali parametri commerciali.
    Riguardo alle 32 Ispezioni, si informi meglio, perche se un’ispezione è fatta contemporaneamente da sette funzionari è sempre una sola ispezione e non sette, riguardo al fatto che le ispezioni vengono fatte con soldi pubblici, la informo che le stesse, essendo svolte da funzionari dipendenti della Regione che in ogni caso percepiscono uno Stipendio non comportano spreco di denaro Pubblico, ed in ogni caso considerato che, contrariamente a quanto sostenuto in passato anche dagli stessi operai, delle irregolarità sono state accertate, non si può dire che siano stati soldi buttati.
    Infine le posso dire che ritengo legittimo da parte vostra il voler salvaguardare il posto di lavoro, ma allo stesso modo io voglio tutelare la mia Azienda e la mia Famiglia nel totale rispetto delle Leggi in vigore e le voglio altresì ricordare che i Dirigenti dell’Azienda presso cui lavora lei, pur di portami a cedere, in alcuni periodi di necessità si sono riforniti di materia prima da Cave a centinaia di km senza che ciò abbia causato licenziamenti ma solo qualche piccola riduzione di guadagno a carico dei Proprietari.
    Per quello che mi riguarda, Sicilgesso con i propri soldi può comprare la materia prima anche a miglia di km e ne è padrona, ma deve rispettare le regole come tutti e senza fare leva sul fatto che ha 40 dipendenti, in primo luogo perche i dipendenti non rischiano niente e poi perché avere dei dipendenti non è un lascia passare per non rispettare la Legge. Concludo dicendole che, se per caso venisse fuori, che il Baglio Chiuse non è stato demolito abusivamente ma si trova ancora sul posto e sono io a non vederlo o che i materiali di risulta, siano stati sempre conferiti in Discarica così come previsto dalle Prescrizioni e sono io ad avere allucinazioni, tali da farmi immaginare anche, la cava palesemente visibile da Pianto Romano,un fenomeno franoso all’interno, un quantitativo di materiale estratto superiore a quello autorizzato e così via vorrà dire che mi assumo la Responsabilità di quanto detto e le eventuali conseguenze.

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