Esclusivo. Intercettazioni, malaffare e scambio di voti ad Alcamo (2/10)

Pubblicato: mercoledì, 14 agosto 2013
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Potremmo raccontare le vicende giudiziarie che vedono “vittima” il senatore Nino Papania, scrivendole sotto uno dei capitoli della storia “elettorale” della nostra provincia: “Tecniche di “caccia” al voto”. Ad Alcamo funzionava (o funziona ancora) così.L’unico atto definito dalla Procura di Trapani è la richiesta di rinvio a giudizio per le intimidazioni al senatore Papania. Sette indagati: Antonino Mistretta di 39 anni, Enzo Amato di 38, Francesco Domingo di 30, Leonardo e Giuseppe De Blasi, padre e figlio di 61 e 26 anni, Giovanni Renda di 43 anni e Leonardo Vicari di 42; i primi tre sono anche chiamati a rispondere dell’attentato incendiario alla segreteria politica del parlamentare avvenuto ad Alcamo nel febbraio del 2012. Poi, come oramai è noto, ci sono altri due tronconi di indagine, per uno è iscritto nel registro degli indagati il senatore Papania, poi ce ne sarebbe un altro ancora che riguarda anche consiglieri comunali eletti con il metodo del voto comprato.

Noi proseguiamo nella pubblicazione degli atti relativi ai sette soggetti destinatari della richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Rossana Penna.

Ad un certo punto De Blasi senior dice che deve andare a trovare sua sorella per convincerla a farsi dare qualche voto giustificando che gli servono venti voti poiché ha avuto assicurazione che nel caso di elezione del candidato avrebbero fatto lavorare suo figlio. Le intercettazioni hanno permesso agli investigatori di avere riferimenti certi su chi stava dietro ai soggetti intercettati, gli stessi infattifacevano il nome di quelli che avrebbero promesso i voti del nucleo familiare e delle somme necessarie da corrispondere loro in cambio. Ed ancora…. parlavano delle persone verso cui si erano impegnate a racimolare voti e che, a loro dire, gli avrebbero dato le somme necessarie da distribuire in cambio della relativa promessa di voto. I nomi ripetuti sono quelli di Gaetano, inteso Di Filippo Gaetano, collaboratore parlamentare del senatore Papania, nonché dello stesso senatore, commentando come ogni qualvolta si recavano da costoro per fare il resoconto e per parlare del danaro occorrente, gli stessi dimostravano di non gradire discorsi espliciti sul punto, temendo la presenza di microspie.

DE BLASI Giuseppe: Nanà, sette sono … questo neanche un voto ti da …

VICARI Leonardo: neanche un voto a questo … già l’ho capito … neanche un voto a questo …

DE BLASI Giuseppe: non ne ha voti Nanà …

VICARI Leonardo: si … noi altri andiamo a fare una minchia da Gaetano …

DE BLASI Giuseppe: Nanà, non ne ha voti ... Nanà… questo brutta figura ti fa fare Nanà

VICARI Leonardo: sei o sette voti per lui …

DE BLASI Giuseppe: e già si è tirato indietro … mancano già sette voti …

VICARI Leonardo: già quattordici erano … da quattordici a sette …

DE BLASI Giuseppe: Nanà questo voti non ne ha …

VICARI Leonardo: non andiamo da nessuna parte … facciamo finta che …

DE BLASI Giuseppe: non ne ha voti questo …

VICARI Leonardo: tira … andiamo … non andiamo da nessuna parte …

DE BLASI Giuseppe: “Champagne” solo ha … “Champagne” vero glieli da ….

VICARI Leonardo: tu parli a “Champagne” …

DE BLASI Giuseppe: eh … per questo …

VICARI Leonardo: a “Champagne” solo …

DE BLASI Leonardo: inc … posso acchiappare …

VICARI Leonardo: domani quattro voti … gli dici: Giuseppe se sali … quanto sono: cinquanta euro, duecentocinquanta euro? …

DE BLASI Giuseppe: cinque voti sono Nanà … cinque per cinque …

VICARI Leonardo: cinque voti …

DE BLASI Giuseppe: duecent (viene interrotto dal Vicari)…

VICARI Leonardo: sono quattrocento euro …

DE BLASI Leonardo: Nanà …

VICARI Leonardo: però debbono essere sicuri …

DE BLASI Leonardo: andiamo da mio cugino Nanà …

DE BLASI Giuseppe: dov’è? …

DE BLASI Leonardo: qua sotto al campo e gli diciamo … inc (intera frase) …

DE BLASI Giuseppe: Nanà, questo voti non ne ha …

VICARI Leonardo: purtroppo ci dobbiamo dare da fare …

DE BLASI Leonardo: non ne ha soldi …

DE BLASI Giuseppe: non ne ha voti Nanà …

VICARI Leonardo: allora, noi altri portando venti voti io e venti voti tuo padre siamo dei paperoni …

DE BLASI Giuseppe: ed io sono nessuno? …

VICARI Leonardo: non ci siamo capiti … siamo dei paperoni …

DE BLASI Giuseppe: ed io altri dieci non li porto? … io non ho voluto parlare …

DE BLASI Leonardo: non è che ti porto un voto, due voti, tre voti …

VICARI Leonardo: perché purtroppo …

DE BLASI Leonardo: perché Peppe ti sembra che porta tutti questi voti …inc …

VICARI Leonardo: se la fottono loro … a noi altri non ci interessa … Nardino ...

DE BLASI Leonardo: la testa della minchia Peppe gli porta …

DE BLASI Giuseppe: la minchia tredici voti …

VICARI Leonardo: purtroppo vogliono vedere le sezioni, ragazzi … non ci siamo capiti ...

DE BLASI Leonardo: Peppe non gliele deve portare le sezioni? …

VICARI Leonardo: io domani mi prendo … sabato mi prendo un giorno di libertà e me li giro … Andrea Chiarelli un voto soltanto ci prendo …

DE BLASI Giuseppe: questo voti non ne ha …

DE BLASI Leonardo: inc … questo quattro voti, Nanà …

VICARI Leonardo: Da Andrea Chiarelli lo sai quanti voti prendo … da cinque, uno …

DE BLASI Leonardo: uno solo? …

VICARI Leonardo: uno solo … uno, quello di suo suocero …

DE BLASI Giuseppe: lo hai sentito cosa ha detto questo, ne ho quattordici scritti …ma le parole li avete sentite? … te ne posso garantire sette …forse … non c’è la posso mettere la pistola al petto ...

VICARI Leonardo: non ha neanche un voto …

Giuseppe De Blasi riceve una telefona da tale Popò, dice all’interlocutore che stanno andando allo stadio. Nel frattempo Vicari e De Blasi Leonardo continuano a parlare.

DE BLASI Leonardo: quando vede i voti, vieni qua e ti da i soldi …ogni voto che prende, come dici tu ci sono cinquanta euro … perciò …non …inc …

VICARI Leonardo: minchia, gli do la lista di quelli là… è fa il cretino …

VICARI Leonardo: non sai, no lo sai quali sono …

DE BLASI Leonardo: eh …

VICARI Leonardo: ma che è scemo questo …

DE BLASI Giuseppe: Nanà, questo voti non ne ha … due ne hà …

VICARI Leonardo: per Gaetano sto parlando …

DE BLASI Giuseppe: ah, per Gaetano…

VICARI Leonardo: minchia, non lo devi dire … questi quelli con i soldi sono… testa di minchia non te lo devo dire? …

DE BLASI Giuseppe: si spaventa, se c’è qualche microspia lì …

VICARI Leonardo: ma che minchia mi interessa, non glielo devo dire Nardino?…

DE BLASI Leonardo: non glielo devi dire?, non glielo devi dire? …

VICARI Leonardo: a lui gli sembrava quelli senza soldi …

DE BLASI Giuseppe: la minchia …

DE BLASI Leonardo: senza soldi …. minchia, quindici voti mi porti senza soldi … buono …

VICARI Leonardo: buono la minchia … i soldi ci vogliono …non glielo devo dire? …

DE BLASI Giuseppe: certo … è normale …

VICARI Leonardo: nel frattempo quello scrive altri quindici voti …

DE BLASI Giuseppe: e poi dove sono i soldi? …

VICARI Leonardo: i soldi c’è li devo mettere io?…non mi rompere la minchia …

DE BLASI Giuseppe: la minchia, seicento euro tutti …

VICARI Leonardo: noi per ora andiamo dietro alle cinquanta euro … lui ci rompe la minchia

DE BLASI Leonardo: minchia vero! …

DE BLASI Giuseppe: seicento euro …

VICARI Leonardo: oohhh, la famiglia Lo Monaco … Lo Monaco porta sei voti … poi ha l’Adelkam, però ha un voto, due voti …

DE BLASI Giuseppe: si l’ho visto … dai …

VICARI Leonardo: io gli ho detto a tuo padre, se ci da i soldi … se ci da i soldi … ma noi non ci dobbiamo andare più … perché cosa ti ho detto

DE BLASI Leonardo: ce lo deve dire lui …

VICARI Leonardo: glieli portiamo noi i soldi ai ragazzi …

DE BLASI Leonardo: eh …

VICARI Leonardo: no, lui …

DE BLASI Giuseppe: chi minchia è lui? …

VICARI Leonardo: che minchia dici …

DE BLASI Leonardo: non c’è l’ha lui la scheda quella la …

VICARI Leonardo: siiii …

DE BLASI Leonardo: ora ci … inc …

VICARI Leonardo: c’è l’ha Gaetano …

DE BLASI Leonardo: eh …

DE BLASI Giuseppe: ma per Palazzolo c’è bisogno di lui? … c’è bisogno …

DE BLASI Leonardo: eh … ora ci vado io … tisembra da quanto tempo è che me lo dice …

DE BLASI Giuseppe: sono cinque in famiglia …

DE BLASI Leonardo: se gli parlo per Palazzolo, sicuro me li da per Palazzolo …

DE BLASI Giuseppe: no a lui …

DE BLASI Leonardo: no a lui, perché lui si paventa di lui …

VICARI Leonardo: tu prendi a Palazzolo … quanti ne ha… quattro? …

DE BLASI Leonardo: quattro …

DE BLASI Giuseppe: cinque sono papà …

VICARI Leonardo: cinque … e gli dici: dopo le elezioni … quanto sono, duecentocinquanta euro …

DE BLASI Leonardo: domani, domani ci parlo …

VICARI Leonardo: ti do trecento euro … bestemmia … ci siamo? … il regalo te lo faccio io, però i voti li devi andare a trovare …

DE BLASI Giuseppe: è normale …

VICARI Leonardo: hai aspettato tanto …

DE BLASI Giuseppe: ti confondi per gli ultimi giorni …

VICARI Leonardo: cento per cento, glielo puoi dire Nardino … cento per cento …

DE BLASI Giuseppe: … inc … Bonino …

VICARI Leonardo: e se non glieli da Gaetano, Nino, Nino Papania lo sai come glieli da i soldi …

DE BLASI Giuseppe: ce l’hai a Bonino, c’è l’hai a Bonino papà …

DE BLASI Leonardo: c’è li ho, ne ho un bordello …

VICARI Leonardo: l’hai capito? …

DE BLASI Leonardo: si …

VICARI Leonardo: cento per cento … tu ci puoi dire …

DE BLASI Leonardo: speriamo che sono dentro …inc …

VICARI Leonardo: e se non te li da Gaetano, te li da Nino Papania …

DE BLASI Leonardo: è logico …eh, eh … poi a Nino Papania …. Vedi che ho questo debito, così, così …

VICARI Leonardo: si, che minchia è …

DE BLASI Leonardo: Gaetano non me ne vuole dare …

VICARI Leonardo: e quello lo sai come li esce … “ mancu pi la minchia ci passa”

DE BLASI Leonardo: quello prendeil blocchetto … quanti sono? …

VICARI Leonardo: l’importante che lui vede i voti … “ mancu pi la minchia ci passa”

DE BLASI Giuseppe: … inc … per duecento euro …

VICARI Leonardo: eh …

DE BLASI Leonardo: abituati ci sono …

VICARI Leonardo: si “ancora ligna stocchi”…

DE BLASI Leonardo: Giuseppe, lì abita, dopo la curva ……

DE BLASI Giuseppe: si, lo so, non mi fare confondere …

DE BLASI Leonardo: lo sai, dove siamo andati allora …

VICARI Leonardo: “bestemmia” io sto facendo votare due miei cognati, che sono stati di sinistra, di destra e gli ho detto: io non vi ho mai disturbati … minchia me l’ho danno questa volta …

DE BLASI Leonardo: qua è …

DE BLASI Giuseppe: qua deve essere …

DE BLASI Leonardo: stai attento chi passa dietro … fai la freccia …

DE BLASI Giuseppe: questi sono …inc…

VICARI Leonardo: purtroppo ci siamo presi questo impegno e dobbiamo dare dei risultati … ai prossimi cinque anni non mi debbono rompere la minchia …

DE BLASI Giuseppe: … inc…

VICARI Leonardo: chi minchia se li vuole andare a cercare, se li va a cercare …

DE BLASI Leonardo: per i nostri figli lo facciamo noi …

VICARI Leonardo: si … e perché lo … inc … perché mio cognato e l’altro mio cognato perché lo stanno facendo … per mio figlio … altrimenti la minchia facevano …

DE BLASI Giuseppe: … inc…

DE BLASI Leonardo: … inc … a prendere voti in campagna …

VICARI Leonardo: bestemmia … lui che sa? Sta minchia …

DE BLASI Giuseppe: qua dentro sono …

VICARI Leonardo: tu digli che a Giugno non entrano questi …

DE BLASI Giuseppe: minchia Nanà, un bordello faccio …

VICARI Leonardo: un bordello vero succede …

DE BLASI Leonardo: ci aspettava giovedì sera, chiuso è? …

DE BLASI Giuseppe: no, tutti dentro sono Papà …

DE BLASI Leonardo: e le macchine qua sono …

VICARI Leonardo: succede un bordello, che minchia … altro che bomba carta …

DE BLASI Giuseppe: scendiamo …

VICARI Leonardo: succede il casino, succede … ma qua macchine ci sono …

DE BLASI Giuseppe: lì sono Nanà …

VICARI Leonardo: ma se vedo buio …

DE BLASI Giuseppe: dentro sono che guardano la TV …

DE BLASI Leonardo: che c’è Giuseppe…

GIUSEPPE: ma venite più tardi alla sezione? …

DE BLASI Leonardo: ma tu ci sei …

GIUSEPPE: certo…

DE BLASI Leonardo: non ci sei mai …

GIUSEPPE: certo che ci sono … come non ci sono mai…

DE BLASI Leonardo: allora che dobbiamo fare … tra un’oretta sarò lì, sto andando a prendere quattro voti per te …

GIUSEPPE: eh … inc …

DE BLASI Leonardo: debbo andare da una mia zia … e vado a prendere quattro voti

GIUSEPPE: se lavoriamo c’è la facciamo, Nardino …

DE BLASI Leonardo: cinque voti abbiamo … li debbo andare a prendere in campagna … abitano in campagna questi … dai, andiamo … ci vediamo Giuseppe … inc …

GIUSEPPE: inc … dalla porta, dalla porta (rivolgendosi ad altra persona) … ci vediamo dopo …

DE BLASI Leonardo: ci vediamo dopo, ci vediamo alla sezione …

GIUSEPPE: ne avete più fac-simile …

DE BLASI Leonardo: ne ho, ho le tasche piene, guarda …

DE BLASI Giuseppe: dammene a me …

DE BLASI Leonardo: un sacco ne ho …

Padre e figlio De Blasi si allontanano e continuano a parlare in auto

DE BLASI Leonardo: devo andare da quello in campagna, che mi sta aspettando … i voti li vuole … Dio non voglia non prendo questi voti, mi posso andare ad ammazzare … che dobbiamo fare? … dobbiamo andare a parlare con quello? …

DE BLASI Giuseppe: ma loro lo sanno …

DE BLASI Leonardo: dov’è Nanà? È salito sull’auto? …

DE BLASI Giuseppe: è salito …

DE BLASI Leonardo: andiamo …

DE BLASI Giuseppe: boh!…

DE BLASI Leonardo: qua ci giochiamo il “posto” Giuseppe …

DE BLASI Giuseppe: eh …

DE BLASI Leonardo: Dio c’è ne liberi e non diamo il voto a Papania … e lo viene a sapere, il “posto” ci giochiamo … quando gli ho detto il fatto … inc …

DE BLASI Giuseppe: minchia! Antonella vuole votare a Stefano …

DE BLASI Leonardo: ma che ne so … come facciamo … no, dobbiamo votare per Papania … ora vado da mia sorella Rosa e vediamo se la posso convincere, gli dico eh … da mia sorella Rosa debbo andare oggi e da mio cugino Andrea per …inc (intera frase) da mio cugino Andrea … inc … se ti posso aiutare ti aiuto … dobbiamo cercare voti Giuseppe, almeno cinque voti dobbiamo cercare …

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  1. elio ha detto:

    Bonventre dimettiti senza ritorno perchè sei solo il risultato di questi giochetti.
    La città vera non ti ha votato e quindi dovresti vergognarti a ricoprire una carica che in effetti non è voluta dalla città.

  2. franco ha detto:

    grazie a questi sedicenti politici Alcamo ormai fanalino di coda delle città siciliane, ci ritroviamo con una città deturpata, con un tasso di disoccupazione e di criminalità al pari delle città meno sviluppate dell’africa.
    Onorevole Turano ,Papania,Lucchese,grazie per il vostro contributo decisivo affinchè tutto questo è potuto accadere,

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