Via libera alle ricerche del petrolio anche in Provincia di Trapani

Pubblicato: venerdì, 11 gennaio 2013
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E' stato dato il via;la regione ha autorizzato le ricerche del petrolio nella Valle del Belice. Ebbene, i siciliani vedranno i loro territori sottoposti a delle trivellazioni per prelevare il petrolio che ormai da anni si è tentato di recuperare da queste zone, anche sorvolando sulle eventuali proteste. L'area in questione ricopre un'estensione di circa 600 chilometri quadrati e comprende il territorio tra Montevago e Santa Margherita Belice (Agrigento), Bisacquino, Campofiorito, Camporeale, Contessa Entellina, Corleone, Monreale, Partinico, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirrello e San Giuseppe Jato (Palermo), Alcamo, Gibellina, Poggioreale e Salaparuta (Trapani).  La società a cui è stato concesso il permesso ha intenzione di scavare un pozzo dai 2000 ai 3500 metri entro 42 mesi a partire dal momento del via libera. A dare l'allarme sono state alcune associazioni delle zone di Montevago e Sciacca (provincia di Agrigento) e  anche dal Consiglio provinciale di Trapani che ha approvato un ordine del giorno proposto dai consiglieri Passalacqua e Ortisi (Sel) e Daidone ed Alagna (Pd).

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  1. Marcello ha detto:

    Mi pare che in Sicilia, per il petrolio di tutta Italia, abbiamo fatto abbastanza, pagando con danni alla salute dei cittadini i sogni industriali di Priolo e Gela. Del resto non avendone nessun vantaggio in termini di prezzi dei carburanti, come invece accade nelle zone frontaliere, per esempio, del Friuli. Ora si cerca di rovinare anche l’ambiente, cioè quel bene su cui si basa il turismo. Penso che bisognerebbe opporsi con tutti i mezzi a certi progetti, prendendo coscienza che la vera ricchezza viene dalla bellezza dei luoghi e dalla vivibilità.

  2. zz ha detto:

    e noi che benefici trarremo???

  3. elio ha detto:

    Chi ha dato il “via libera”? Crocetta? vede con grande ottimismo il pompare delle trivelle che violentano la Sicilia? e il presidente dell’ANCI a livello regionale cosa pensa?
    I sindaci comincino immediatamente ad organizzarsi altrimenti vedano di trovare il coraggio di dimettersi in massa.

    La questione é assolutamente prioritaria rispetto a tutte quelle di cui il Presidente della Regione ed i Sindaci stanno occupandosi.

    I “NO TAV” cercano di resistere e sono solo quattro gatti, e noi siciliani nonostante gli atteggiamenti, che non sto a definire, ci lasciamo sottrarre l’unico bene di cui ancora disponiamo.
    Il movimento dei Forconi, per questioni molto meno importanti di questa, è stato capace di farsi sentire; vedremo se ci sarà qualche movimento politico, che si spaccia a tutela della natura, in grado di organizzare proteste democratiche, e dire che il momento è opportuno stante le elezioni imminenti.
    Cosa dicono quei signori che vogliono andare a Roma a difendere il territorio siciliano; forse che non hanno interessi propri in questa vicenda?
    Ritengo che non sia più il caso di andare in giro ostentando l’orgoglio della sicilianità.

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