Nessuna violazione di segreti

La Corte di Appello di Palermo ha assolto Leo Di Benedetto, dirigente del Comune di Erice

Il dirigente del Comune di Erice, Leo Di Benedetto, esce pienamente riconosciuto innocente dalla vicenda giudiziaria che lo vede indagato dal novembre di tre anni addietro, per il reato di violazione di segreti d’ufficio. Cancellato quindi il giudizio di primo grado, col rito abbreviato fu condannato dal gup a una pena di quattro mesi, cosa che provocò la sua immediata sospensione dall’impiego per otto mesi. Di Benedetto, che per anni è stato dirigente agli Affari Generali e Demografici del Comune di Erice e anche vice segretario comunale, è stato coinvolto in uno strascico giudiziario legato all’indagine relativa al cosiddetto scandalo dei parcheggi.

Nel filone principale di questa inchiesta finirono indagati e raggiunti da misura cautelare (sospensione dalle funzioni) l’attuale sindaco di Erice Daniela Toscano e il fratello, l’avvocato Massimo Toscano Pecorella. Non arrivarono nemmeno a un processo, vennero prosciolti con una archiviazione.

A mettere nei guai Di Benedetto, sono stati i documenti che il sindaco Toscano allegò alla sua memoria difensiva. Per la Procura erano atti che l’ufficio e quindi il dirigente comunale, non poteva mettere a disposizione, in quanto coperti da segreto. Di Benedetto venne così raggiunto dalla misura cautelare della sospensione dall’ufficio (decisione poi ridimensionata dalla Cassazione) e scelse il rito abbreviato per il processo. Contro di lui il gup pronunciò una sentenza di condanna a quattro mesi. Adesso la Corte di Appello ha sentenziato che nessun reato è stato commesso dal dirigente comunale ericino.

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