La maggioranza consiliare di Erice scrive al gruppo di minoranza: nascondete la mano dopo aver tirato il sasso?

A che gioco sta giocando la minoranza consiliare, ad Erice? Nasconde la mano dopo aver tirato il sasso?

ERICE. Attraverso una missiva i consiglieri di maggioranza attaccano duramente in consiglieri di minoranza in merito all’abbandono dell’aula dei consiglieri di minoranza in merito all’ultimo consiglio straordinario riguardante la Funierice. Di seguito il comunicato integrale.

Ci scusiamo in anticipo per la lunghezza, ma per una volta vogliamo essere noi a dire la nostra. Per intero. Quella di ieri, 15 settembre 2023, sarà ricordata per sempre come una delle peggiori pagine della storia del Consiglio comunale di Erice. Questo primato va riconosciuto alla nostra minoranza consiliare, capeggiata dal consigliere Piero Spina, che, dopo aver fortemente richiesto la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio sui temi che riguardano la Funierice (manco a dirlo!), per cui mostra da tempo un febbrile ed immotivato interesse, ha… abbandonato l’aula. Sì, proprio così, non è uno scherzo, è tutto vero.

I consiglieri Piero Spina, Vincenzo Maltese, Michele Cavarretta, Alberto Pollari e Vincenzo Favara visibilmente imbarazzati ed in difficoltà, come detto, hanno lasciato l’aula, riferendo di non essere adeguatamente preparati sull’argomento e difendendosi con la motivazione di non aver ricevuto per tempo – non certo da noi che non abbiamo alcun tipo di competenza né potere in materia – alcune “carte” che avrebbero richiesto agli uffici comunali, al Libero Consorzio e alla Funierice, circa 15 giorni fa. La legge, com’è noto, dispone che le richieste di accesso agli atti vadano evase entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta. Dunque non si comprende quale sia la lagnanza. Viene da chiedersi, a questo punto, perché hanno chiesto una seduta straordinaria? Logica vorrebbe, infatti, che prima vengano esaminate le carte e dopo, se rilevate eventuali criticità, possa essere chiesta la convocazione di una seduta straordinaria. Fare il contrario significa non avere alcun rispetto del massimo consesso civico, del presidente del Consiglio, dei colleghi consiglieri, della sindaca, degli assessori, dei cittadini tutti. Significa giocare con le Istituzioni. Significa minare la credibilità della politica e dell’azione amministrativa tra i cittadini con un danno irreparabile in termini di immagine.

Nessun rispetto è stato mostrato per il Consiglio comunale ed il suo presidente, dott. Luigi Nacci, che ha dato seguito alla richiesta della minoranza, seguendo il regolamento, per poi sentirsi dire, durante questa grottesca seduta consiliare, di “non aver fatto nulla” e di non essersi “impegnato alacremente” per far avere i documenti richiesti con l’accesso agli atti; mostrando non soltanto ignoranza (intesa come scarsa conoscenza…) dell’argomento, visto che il presidente poco può fare in tal senso, ma anche una tracotante ed inaccettabile prepotenza delle parole. Cosa avrebbe dovuto fare, Nacci, forse pressioni sugli uffici e su altri Enti per far avere loro le “carte” richieste? Nessun rispetto è stato mostrato per sindaca e giunta, visto l’abbandono dell’aula in maniera vile, senza rispetto né educazione, proprio durante l’intervento della sindaca che, in precedenza, aveva invece ascoltato le parole dei membri della minoranza Spina, Maltese e Cavarretta. Nessun rispetto, nei confronti della sindaca, anche quando alcuni tra i consiglieri della minoranza (ai quali è stata consegnata copia dell’ordinanza di archiviazione da parte del Tribunale di Trapani nei confronti della sindaca, del commissario Cerami, del precedente e dell’attuale amministratore unico dott. Luigi Romano e dott. Gandolfo Spagnuolo) hanno commentato osservando che quelli sarebbero “fatti personali che non interessano” quando è stata la stessa minoranza, durante una precedente seduta consiliare, per bocca della consigliera Mannina, a tirare in ballo quelle che allora erano indagini sulla sindaca (poi sfociate in archiviazione piena per tutti i reati contestati) durante una seduta del Consiglio comunale. La domanda è d’obbligo: interessa solo se è indagine? Se diviene archiviazione non interessa più? Nessun rispetto è stato mostrato per i cittadini che non credono più nella politica anche a causa di tristi episodi come questo; per le casse comunali nella considerazione che questa seduta è un lampante esempio di come possa essere sperperato inutilmente denaro pubblico per una seduta straordinaria che gli stessi consiglieri che l’hanno chiesta hanno poi abbandonato l’aula dopo i loro interventi e per la verità, riferendo scorrettamente – è il caso del consigliere Spina – che la notizia della riapertura dei termini per la presentazione delle istanze per far parte del collegio sindacale e per il nuovo amministratore fosse stata appresa dalla stampa, quando invece a ciò è stata data ampia rilevanza, sia dal Comune di Erice che dal Libero Consorzio, nelle pagine istituzionali e nelle rispettive sezioni della trasparenza. Viene da chiedersi, al termine di tutto, che senso abbia avuto questa tragicomica seduta del Consiglio comunale. Viene da chiedersi perché la minoranza consiliare abbia partecipato in blocco a questa inutile seduta quando in passato ha disertato altre ben più importanti, come quella sull’approvazione degli strumenti finanziari che, se non approvati, ricordiamo, avrebbero paralizzato l’attività amministrativa dell’Ente, uno scenario che nessun cittadino dovrebbe mai augurarsi. Viene da chiedersi quali siano le motivazioni di questo frenetico interesse per la Funierice se non un’inutile preconcetto sull’azione di questa Amministrazione e dell’ormai ex commissario del Libero Consorzio, che è anche un ex magistrato, il dott. Raimondo Cerami. Nessuno può dire – sarebbe ridicolo e falso – che i conti non siano in ordine, come si evince dal prospetto la società è solida e negli ultimi due anni ha notevolmente migliorato i profitti. (vedi tabella allegata) Ci auguriamo che la prossima volta la minoranza sia preparata ad un confronto democratico e civile, che sia capace di ascoltare anche le parole della “controparte”, e che non fugga vilmente nascondendo la mano dopo aver tirato il sasso. Chiediamo troppo?

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