Cgil Palermo su Portella della Ginestra sito di interesse culturale: un grande passo per tutelare e valorizzare i valori di libertà e giustizia sociale

La Cgil Palermo commenta positivamente la dichiarazione da parte della Regione di sito di interesse culturale del memoriale di Portella della Ginestra, opera di impegno civile oltre che luogo simbolo delle battaglie delle lavoratrici e dei lavoratori.
“Era – dichiara la Cgil Palermo – un provvedimento da tempo auspicato dalla Cgil, dall’associazione dei familiari delle vittime di Portella, dal comune di Piana, dalla Soprintendenza dei beni culturali, dallo stesso autore Ettore de Conciliis e da diversi studiosi,  come la dottoressa Silvia Mazza.  Adesso occorre elaborare un progetto di tutela e di restauro del sito, che oltre ad essere uno dei primi esempi di land art in Sicilia è un luogo di spiritualità laica che incarna i valori di libertà e giustizia sociale “.  Per la Cgil Palermo, Portella è come “l’altare della patria” dei lavoratori, luogo  simbolo del riscatto dove dai tempi dei Fasci di fine ‘800 braccianti e contadini ascoltavano le parole di Nicolò Barbato, uno dei primi apostoli del socialismo. A Portella è stata consumata la terribile strage mafiosa del primo maggio 1947, le cui vittime sono ogni anno ricordate dalle organizzazioni dei lavoratori.  Nei mesi scorsi era stato  lanciata la richiesta  affinché il memoriale venisse dichiarato (e con esso l’intero spazio), bene culturale della Sicilia. “Un provvedimento – aggiunge la Cgil Palermo – che può rappresentare la premessa per avviare il percorso di un progetto più ambizioso, quello cioè  di riconoscimento del memoriale quale patrimonio della umanità (Unesco). Salvaguardare Portella significa  allo stesso tempo custodire la memoria e consegnarla, generazione dopo generazione, alle pagine più gloriose della storia siciliana. Una storia oggi di tutti certo, ma dobbiamo saperlo, fatta da una parte, cioè da coloro che a mani nude, e spesso contrastati dallo Stato, lottarono contro i mafiosi e i padroni e per il riconoscimento dei diritti”.
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