Oggi l’udienza preliminare per i 29 indagati che avrebbero costituito lo “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio”

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Avrebbero strutturato un sistema in grado di costruire documenti e di accreditarsi utilizzando un’entità statuale creata ad hoc, lo “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio”, dotato di autonoma sovranità, per eludere il fisco e realizzare molteplici truffe.

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per 29 indagati – coinvolti nell’inchiesta “L’isola che non c’è” condotta dalla Digos e accusati a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi espatrio e riciclaggi.

Rischiano il processo Fabrizio Barberio 50 anni di Catanzaro; Damiano Bonventre 71 anni di Alcamo; Domenico Bruno, detto Mimmo, 68 anni di Tiriolo; Manuel Casara 46 anni di Viterbo; Philip Chircop 70 anni di Malta; Luigi Tommaso Ciambrone 59 anni di Catanzaro; Lorella Cofone 59 anni di Montalto Uffugo; Silvio Deni, 65 anni di Cosenza; Emanuele Frasca, 56 anni di Squillace; Enrico Gambini, 56 anni di Teramo; Liliya Koshuba, 66 anni di Alcamo; Christian Lacalandra, 39 anni di Lucca; Federico Lombardi, 65 anni di Pineto; Claudio Martino 59 anni di Roma; Luigi Achille Martucci, 52 anni di Garbagnate Milanese; Anna Maria Mazzaglia, 69 anni di Rometta (Messina); Roberto Petrella, 75 anni di Teramo; Aldo Piattelli, 58 anni di Roma; Nicola Pistoia, 64 anni di Catanzaro; Roberto Santi 64 anni di Roma; Giuliano Sartoron, alias “Giuliano Medici”, 50 anni di Borgoricco (Padova); Carmina Talarico, 60 anni di Cropani; Rocco Viva, 67 anni di Ruffano (Lecce).

L’udienza preliminare è fissata per oggi.

A capo dell’organizzazione, secondo la Procura, ci sarebbe stato l’alcamese Damiano Bonventre, 72 anni, luogotenente generale e presidente di uno stato che non esiste e che “galleggiava” fra i ghiacciai dell’Antartide.

La Procura di Catanzaro ha chiesto l’archiviazione per la posizione dell’avvocato alcamese Saro Lauria.

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