Le elezioni, il Pd e Pizzolungo

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I candidati annunciano l’omaggio sul luogo della strage…ma non riescono nemmeno a scrivere i nomi delle tre vittime

I nomi dei tre candidati del Pd nei collegi elettorali trapanesi, sono ben scritti, non una ma due volte, e questo in un comunicato stampa diffuso in mattinata e con il quale si annuncia che domani pomeriggio, 29 agosto, alle 16,30 i tre candidati alle prossime Politiche, tali Ferrante, Marascia e Nuccio, saranno sul luogo della strage di Pizzolungo per aprire la campagna elettorale posando sul luogo un mazzo di fiori. E siccome siamo in campagna elettorale a questo annuncio non è mancata una altisonante dichiarazione: “Questa terra ha pagato un prezzo troppo alto in termini di vite innocenti, uomini dello stato ma anche di mancato sviluppo per la presenza delle organizzazioni criminali, un fenomeno tutt’altro che sconfitto e sul quale non dobbiamo mai abbassare la guardia. In parlamento ci impegneremo perché vengano incrementati i fondi per la lotta alle mafie a tutti i livelli e potenziata la tutela ed il sostegno per chi denuncia. La Sicilia non deve mai più essere ricordata come terra di eroi e martiri per mano mafiosa”. Tutto bene? Lasciando al lettore la valutazione, per quanto ci riguarda diciamo che la cosa suscita un certo amaro in bocca, il sapore amaro di una strumentalizzazione. Creare un comunicato stampa omettendo di scrivere, anche brevemente, quando venne compiuta la strage, 2 aprile 1985, a chi fu destinato quell’attentato, l’allora pm Carlo Palermo, e chi morì dilaniato dal tritolo mafioso, una mamma che si chiamava Barbara Rizzo, ed i suoi bambini, Salvatore e Giuseppe Asta, significa impedire quell’esercizio nell’uso della memoria che nella lotta alla mafia, sia giudiziaria sia sociale, è una cosa indispensabile. E poi il comunicato come è scritto fa intendere molto chiaramente che nessuno dei tre candidati, e forse l’intero Pd, non conoscono appieno la storia intanto che si è raccolta attorno al luogo della strage. Su Pizzolungo oramai da molti anni non si accendono più le luci lacrimose, nemmeno nel giorno del 2 aprile, quando la commemorazione diventa un momento per mettere assieme nuovi tasselli di vita e non celebrare la morte.

Ma probabilmente nessuno dei tre candidati sanno di tutto questo, non sono stati mai visti dalle parti di Pizzolungo, dove non ci sono più solo una stele e un bronzo a ricordo di Barbara, Salvatore e Giuseppe, ma è stato realizzato un parco giochi a ridosso del mare, è stato realizzato un edificio come laboratorio per trasformare la memoria in impegno. Da questi luoghi sono passati centinaia di giovani, anche qualche ospite importante, a nessuno di loro è mai venuto in mente di fare un comunicato per darne notizia, a Pizzolungo non si può andare per mettersi medagliette sul petto. Quando diciamo che i temi della lotta alla mafia non fanno parte dell’agenda della politica da anni e di mafia si parla sempre troppo poco durante le elezioni, non si vuole certo lamentare l’assenza di omaggi come quello che i tre candidati del Pd hanno annunciato per domani a Pizzolungo. E’ di altro che parliamo e scriviamo. Di interventi concreti, sopratutto diciamo che ogni giorno ci sono sempre più silenzi e meno parole. E nella terra trapanese questa purtroppo è una caratteristica, per fortuna ci sono certi giovani che intanto hanno deciso di non seguire certi esempi di certi adulti, e quando decidono di far qualcosa, anche a Pizzolungo, non fanno i comunicati stampa. Ma tutto questo non è solo Alice che non lo sa.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.