Oggi il 45° anniversario dell’uccisione del Tenente-Colonello Giuseppe Russo e del Prof. Filippo Costa

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Oggi, 20 agosto, ricorre il 45° anniversario della barbara uccisione del Ten. Col. Giuseppe Russo e del Prof. Filippo Costa, avvenuta il 20 agosto del 1977 a Ficuzza, frazione del Comune di Corleone, nei pressi della Real Casina di Caccia del re borbonico Ferdinando IV.

Alle ore 9:30, sulla stele commemorativa, presso il luogo dell’eccidio, è stata deposta una corona d’alloro, sono stati resi gli onori ed è stata data lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria concessa al Ten. Col. Giuseppe Russo: “Comandante di Nucleo Investigativo operante in ambienti ad alto rischio e caratterizzato da tradizionale omertà, si impegnava con coraggio ed elevata capacità professionale in prolungate e difficili indagini relative ai più eclatanti episodi di criminalità mafiosa verificatisi fra gli anni ’60 e ’70 nella Sicilia Occidentale. Proditoriamente fatto segno a colpi d’arma da fuoco in un vile agguato, immolava la sua esistenza ai nobili ideali di giustizia e di difesa delle istituzioni democratiche”. Ficuzza, 20 agosto 1977.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Prefetto di Palermo, S.E. Dott. Giuseppe Forlani, del Comandante Interregionale Carabinieri ‘Culqualber’, Generale di Corpo d’Armata Riccardo Galletta, del Comandante della Legione ‘Sicilia’, Generale di Brigata Rosario Castello, del Comandante Provinciale di Palermo, Generale di Brigata Giuseppe De Liso, del Sindaco di Corleone, dott. Nicolò Nicolosi, delle massime Autorità civili e militari locali e regionali, dei familiari dei Caduti.

Il Generale Galletta, nel suo intervento, ha ricordato l’esempio del Ten. Col. Russo, sia come Ufficiale dell’Arma, che come abile investigatore, il cui intuito è stato determinante per far luce sul mandamento mafioso di Corleone, che anche come marito e padre, sottolineando così l’importanza dell’eredità che, da testimone della storia, ha lasciato ai giovani.

L’Arcivescovo di Monreale, S.E. Mons. Gualtiero Isacchi, ha infine recitato una preghiera in suffragio delle vittime.