La gara e la mazzetta: arrestati chirurgo e imprenditore

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Le telecamere incastrano il primario di Cardiochirurgia del Policlinico

CATANIA. “Dove è il bagno?”. La domanda Valerio Fabiano, rappresentante di prodotti medicali, la rivolge al cardiochirurgo Carmelo Mignosa durante un incontro al Policlinico per discutere di un bando di gara. L’imprenditore entra nella toilette con lo zainetto chiuso, quando esce è stranamente aperto. Mignosa continua a lavorare al computer. Qualche minuto dopo il primario entra in bagno e trova una busta bianca poggiata sul lavandino. La apre chiedendosi cosa è e vede che ci sono dei soldi. Quando torna nell’ufficio la ‘bustarella’ la mette all’interno del suo zainetto nero poggiato su una sedia. Certo l’illustre e noto medico non poteva immaginare che le telecamere della Guardia di Finanza stavano registrando tutto. Per il pm Fabio Regolo quell’anomala consegna di denaro è una chiara prova di corruzione.

Carmelo Mignosa e Valero Fabiano sono stati immediatamente arrestati in flagranza. Il gip dopo l’udienza di convalida ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per i due indagati con l’accusa di corruzione per l’esercizio delle funzioni o dei poteri conferiti. Le fiamme gialle infatti stanno indagando sull’appalto bandito dal Policlinico-Rodolico-San Marco di 122 lotti per una fornitura di materiale specialistico di cardiochirurgia del valore di circa 17 milioni di euro.

L’indagine, che è molto più ampia, ha fatto emergere contatti tra Mignosa e diversi imprenditori interessati ad aggiudicarsi la fornitura medicale. Dalle intercettazioni sono emerse ipotesi di corruzione e di turbativa delle procedure di gara (in questo caso la seconda accusa è caduta dopo l’interrogatorio e il confronto tra i due indagati). I militari della Finanza hanno perquisito l’abitazione del primario di Cardiochirurgia del Policlinico (ruolo assunto lo scorso ottobre dopo alcune polemiche interne): i finanzieri hanno trovato la busta con 2 mila euro ancora nello zaino e altri  21.400 euro nell’appartamento. Tutto il denaro è stato sequestrato.
I due indagati, scrivono gli inquirenti in una nota, hanno reso dichiarazioni confessorie in merito alle contestazioni. Mignosa, martedì scorso alla presenza dei suoi legali, ha svolto un lunghissimo interrogatorio che è terminato alle due del mattino. La prossima settimana il primario, che è stato sospeso dal servizio, sarà risentito dal pm.

Fonte livesicilia.it

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