Alla fiera…di Erice

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Oggi il voto per le amministrative, si chiude una brutta campagna elettorale

Oggi giornata in cui siamo chiamati al voto oltre che per i 5 referendum sul mondo della giustizia, anche per le amministrative, mi sovvengono Indro Montanelli e Angelo Branduardi. Il primo a chiusura delle elezioni nazionali del 1976 scrisse quell’articolo diventato famoso col quale invitava a votare Dc “turandosi il naso”, slogan anticomunista. Il secondo autore nello stesso anno della canzone “Alla fiera dell’est” che diede nome all’album del celebre cantautore. Cosa c’entrano Montanelli e Branduardi? Ve lo spiego, guardando sopratutto alla nostra Erice dove si vota, oltre che a Petrosino, nella provincia di Trapani, per le amministrative. Non è stata una bella campagna elettorale, ed ho paura che rischia di scivolare ancora più giù la percentuale dei votanti. E’ stata quella appena conclusa una campagna elettorale solo per gli addetti ai lavori, per le diverse truppe, più o meno cammellate, appresso ai candidati a sindaco.

Le coalizioni in campo se le sono date di santa ragione, ci sono stati episodi brutti, spiacevoli, il rione popolare di San Giuliano è stato un campo di battaglia, meno le altre parti del territorio. Questa caccia al voto sfruttando il bisogno dei meno fortunati è il genere di campagna elettorale che non si dovrebbe vedere ma puntualmente si presenta. Certi “spettacoli” televisivi poi, purtroppo, non si sono allontanati da ciò che accadeva per le vie e per le piazze. Certo non si sono sprecate le brochure eleganti sui programmi e sui progetti, ma alla fine la caccia al voto è sembrata legata a tutt’altro. Rimedi? Uno soltanto, “turatevi il naso” e andate al voto, scegliete nel segreto dell’urna i candidati da votare, i più diamantini e trasparenti ma andate a votare, evitate che il risultato venga determinato dai soli “addetti ai lavori”, dalle “truppe cammellate”, che oggi andranno a votare per tutto tranne che per i programmi, andranno alle urne solo per una questione di consegna e conquista del potere, sarebbe una sconfitta per la democrazia e la libertà di tutti. Scegliete quelli che ritenete essere le migliori persone, le più adatte a esercitare in libertà il mandato, ma per carità non scegliete la via della astensione. Si diceva della brutta campagna elettorale. Ed ecco che mi sovviene la canzone di Branduardi. E’ una sorta di ballata terribile, “e venne il cane che morse il gatto che si mangiò quel topo comprato alla fiera”, ecco io ho visto in questo modo la campagna elettorale, personaggi in campo che hanno cercato di annientarsi a vicenda, ora col bastone, ora col fuoco. Mentre la canzone di Branduardi ha un suo significato profondo, le note suonate da molti dei candidati ericini, non da tutti, hanno prodotto altro. Trasformando queste settimane di vigilia elettorale in una fiera. Non ho visto coalizioni in campo divise per ideologie ma semmai costituite in nome di acerrimi conflitti personali, si sono creati raggruppamenti poco eterogenei, che va da se si scioglieranno come neve al sole passata la buriana elettorale.

La democrazia non vive di urla, schiamazzi e di quel certo profondo odio che hanno riempito queste giornate di caccia al voto. Direte, con questa sottolineatura è difficile trovare stimoli per andare a votare. E invece no. “Turiamoci il naso” e andiamo a votare scegliendo chi a questa fiera non ha preso parte e facciamo restare fuori dal palazzo saltimbanchi e cambia casacca, per non parlare di chi si è ripresentato nonostante non aver tenuto distanza di sicurezza da mafia e malaffare. In corsa e su certi palcoscenici mi è dispiaciuto vedere personaggi legati a certa massoneria. Anche a fianco di chi spesso in questi anni pareva tenerne le distanze.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.