Ong, prima udienza . Le difese annunciano eccezioni

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In aula con i pm Mucaria e Sardoni anchenil procuratore Paci. Le loro repliche il 7 giugno

Quasi due ore e mezza sono occorse per aprire il procedimento preliminare dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Trapani al gip, a chiusura delle indagini su equipaggi delle Ong indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’udienza è stata presieduta dal gup giudice Samuele Corso. Per l’occasione l’udienza si è tenuta all’interno dell’aula bunker “Giovanni Falcone” al piano terra del Palazzo di Giustizia di Trapani. E questo considerato l’alto numero degli indagati, sedici in tutto, e dunque per la folta conseguente platea di avvocati difensori. In aula anche i difensori delle Ong, “Medici senza Frontiere” e “Save the Children”. Al banco dell’accusa sono arrivati i due pm titolari delle indagini, Giulia Mucaria e Brunella Sardoni, al loro fianco anche il procuratore della Repubblica, Gabriele Paci. Fuori mentre si svolgeva l’udienza si è svolto nella vicina banchina del porto un sit in degli attivisti e sostenitori della Juventa, l’imbarcazione della Ong “Jugend Rettet”, sotto sequestro dal 2017. L’udienza preliminare di oggi ha visto le difese presentare una serie di eccezioni sulla formazione del fascicolo del dibattimento, eccezioni alle quali i pubblici ministeri replicheranno il prossimo 7 giugno. Il 15 giugno è stata fissata l’udienza per permettere al gup Corso di leggere l’ordinanza sulle eccezioni. A seguire a luglio, se l’ordinanza non accoglierà le eccezioni, si procederà agli interrogatori degli imputati. Molti infatti hanno già fatto sapere di voler essere sentiti.

La sostanza dell”accusa è quella che alcune navi delle Ong nel tempo hanno operato come taxi del mare nel soccorso dei migranti messi in mare dai libici, trafficanti di uomini. L’accusa è documentata da informative dello Sco, il Servizio centrale operativo del Viminale, la Squadra Mobile di Trapani e del Nucleo Speciale di Intervento della Guardia Costiera. Gli equipaggi delle Ong avrebbero concordato gli “appuntamenti in mare” con le barche dei trafficanti prendendo a bordo i migranti come se si trattasse di operazioni di salvataggio. Monitorati i soccorsi tra il 2016 e il 2017, una ventina in tutto.

Una indagine clamorosa, esplosa nel 2017 con il sequestro della nave Juventa della “Jugend Rettet”, ancora ormeggiata per il sequestro nel porto di Trapani, che ha messo sotto accusa il soccorso di donne, uomini e bambini, sfuggiti a guerre e carestie per ritrovarsi prigioni nelle Saf House libiche. I magistrati, pm Sardoni e Mucaria, hanno dovuto “depurare” le carte processuali da intercettazioni che non potevano essere condotte, come quelle che hanno riguardato giornalisti e avvocati, anche se il ministro Cartabia rispondendo alle interrogazioni parlamentari, presentate dopo l’emergere delle trascrizioni, ha escluso illecite condotte da parte dell’ufficio, all’esito dell’ispezione disposta presso l’ufficio inquirente. Gli atti sono stati tradotti in diverse lingue, a secondo delle nazionalità degli indagati. I pm sostengono che equipaggi e Ong finiti sotto inchiesta hanno agevolato il traffico di esseri umani e aiutato i “mercanti”, soccorsi radiocomandati e decisi con i trafficanti, scafisti a bordo delle Ong, scambi di telefonate e transponder spenti per impedire le localizzazioni, barche riconsegnate alle organizzazioni criminali. Ma certamente, e lo dicono gli stessi pm, nessuno scambio di denaro tra equipaggi e trafficanti.

Gli indagati. Gli equipaggi della “Juventa” della “Jugend Rettet”, Martin Troeder, Agha Mohamad Dariush Beigui, Sascha Girke, Katrin Schmidt. Gli equipaggi della “Vos Hestia” di “Save the Children”, Marco Amato, Emilio Alonso Morgui, Giuseppe Russo, Cristina Moyes, Rino Russo, Romain Lasjuilliaras. Gi equipaggi della “Vos Prudence”, di “Medici senza Frontiere”, Maurizio Catania, Matthias Kennes, Tommaso Fabbri, Michele Trainiti, Ignazino Arena, Stephan Van Diest.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.