Forse Putin vuole la terza guerra mondiale? Più si che no!

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Putin, come pretesto, uccide i fratelli ucraini e devasta l’intero territorio per dominare l’Europa, isolare gli Stati Uniti e l’intero mondo occidentale con l’alleanza della Cina. Minaccia senza scrupoli l’uso armi nucleari e chimiche. Non è altro che un invito a stimolare una terza guerra mondiale per scardinare il dollaro e l’intero occidente. 

DI ANTONINO MESSANA

Dal 1° marzo, tappato in casa, giornate di freddo e di pioggia. Esco di buon mattino, per gli acquisti quotidiani. Dalle ore 8 del mattino e di ora in ora la mia attenzione è rivolta ad ascoltare, da telegiornale a telegiornale, il susseguirsi delle novità di guerra. Ho ascoltato che Mosca nei giorni scorsi ha chiuso la Borsa per non mostrare la caduta a picco dei loro titoli causata non solo dalla guerra, ma principalmente dalle restrizioni finanziarie operate da Stati Uniti ed Europa. Putin ha comunicato che l’aspettava e comunica inoltre che avrebbe accantonato 860 milioni dollari. Poi ho appreso che Stati Uniti ed Europa hanno chiuso il canale di trasferimento di valuta Swift.

Ma cos’è lo Swift? Si tratta di un acronimo che sta per “Society for Worldwide Interbank Financial Telecomunications”: è una piattaforma belga di messaggistica che connette migliaia di istituzioni finanziare di tutto il mondo per i trasferimenti di denaro. 

Ascolto anche che il rublo perde il 30% e di conseguenza per acquistare un dollaro occorrono oltre 100 rubli. Tutti sappiamo che la moneta russa svalutata favorisce le esportazioni verso l’estero perché i prezzi interni sono stati stralciati in particolare dal dollaro. Per esempio, se il prezzo di un bene costava 10 ed il rapporto dollaro-rublo era 1:1, se per caso con la svalutazione il rapporto passa 1:2, vale a dire che con 1 dollaro si acquistano non più un’unità di un certo bene, ma ben due unità dello stesso bene. In questo caso abbiano il 100% di svalutazione del rublo rispetto al dollaro. Viceversa, il costo delle importazioni in Russia di un bene aumenterà di uguale valore, cioè aumenteranno del 100%. Esempio è azzeccato perché il rublo rispetto al dollaro ha subito fin dalle prime battute di guerra proprio del 100% di svalutazione (lo scambio da 60 rubli prima della guerra è passato 120 rubli per un dollaro) e nel proseguo è aumentato toccando punte di 170 rubli per solo un dollaro.

 Con il blocco dei pagamenti e della circolazione del rublo nei mercati interazionali la circolazione monetaria resterà chiusa all’interno della Russia, cioè le monete e le valute (dollari, euro e sterline) non varcheranno la frontiera Russa; così ché anche gli 860 milioni di dollari detenuti da Putin non sono altre che carta senza valore.  

Dalle notizie diramate dall’Unione Europea e dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il swift è stato applicato anche alla Cina, pertanto i mercati americani ed europei resteranno chiusi sia con la Russia che con la Cina. Proprio adesso, dopo 11 giorni di guerra con distruzioni e migliaia di morti militari e popolazione civile, Putin ha detto apertamente che Stati Uniti ed Europa hanno dichiarato la guerra alla Russia a seguito delle le restrizioni e sequestri nell’ l’Occidente dei beni appartenenti a cittadini russi. Putin non ha torto solamente per il caso di salvaguardare i mercati internazionali. Vediamo perché.  Tuttavia non è tenuto conto per Putin che la guerra è solo crudeltà cainesca e fratricida del tutto rivolta all’Europa, agli Stati Uniti, all’Occidente e al dollaro.  

Tutti sappiamo che le transazioni nei mercati internazionali vengono regolati con dollari. Infatti il sistema del commercio interazionale è regolato da una “bilancia commerciale (che assomma le importazioni ed esportazioni di merci per ciascun paese) e dalla “bilancia dei pagamenti” (debiti e crediti che nascono dal “saldo” della bilancia commerciale) cosicché il debito viene saldato con il dollaro che è l’unica moneta regolatrice nel commercio internazionale (può subentrare anche l’oro). Così la moneta americana è un sistema ordinario nei pagamenti nei rapporti bilaterali tra paesi, chiamato “dollar standard” e amministrato dal Fondo Monetario Internazionale. 

Il Fondo monetario internazionale (FMI), con sede a Washington, è un’istituzione internazionale cui partecipano 188 paesi, che ha la finalità di promuovere la stabilità economica e finanziaria. Istituito creato nel 1945 dopo gli accordi di Bretton Woods (piccola comunità dipendente dal Comune di Carroll, nello Stato del New Hampshire [USA]luogo di attrazioni e divertimenti). A Bretton Woods nel 1944 venne pure fissato il prezzo dell’oro a 35 dollari per oncia per favorire le transazioni internazionali che venivano regolati con pagamenti in oro (Gold Standard). Il prezzo dell’oro, di 35 dollari per oncia si mantenne per anni 31, quando Richard Nixon il 15 agosto del 1975 ebbe a dichiarare l’inconvertibilità del dollaro in oro, perché le riserve auree di Forth Knox tendevano ad esaurirsi.  Nasce così il “dollar standard” vale a dire che tutti i pagamenti tra banche centrali venissero regolati in dollari. Il prezzo dell’oro viene lasciato al libero mercato e non più controllato dagli Stati aderenti al FMI. Tornando indietro nel tempo, ricordo due fatti storici eclatanti di guerra fredda fra Stati Uniti e Russia. 

Il primo è datato 4 ottobre 1957 la Russia manda intorno all’orbita terrestre Jiurij Gagarin avendo realizzato il primo satellite artificiale, lo “Sputnik”. Protagonista il presidente della Russia Nikita Krusciov, succeduto a Stalin ed alla sua storica dittatura. Notizia che ha meravigliato il mondo intero poiché il primo uomo osserva con i propri occhi e fotografa lo spazio e il cielo. Da qui inizia la grande corsa degli Stati Uniti (in guerra fredda con la Russia) ad esplorare l’universo e far allunare i terrestri sul nostro satellite. 

Dopo ben 12 anni del viaggio nello spazio di Gagarin, il 20 luglio 1969 Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Micheal Collins mettono piedi sulla polverosa Luna: sono proprio i tre uomini che la NASA sceglie per la missione più importante della storia. Adesso collegando il primo viaggio di Gagarin negli sperduti cieli e l’allunaggio dei coraggiosi compagni che viaggiarono per 8 giorni nello spazio è stato detto e scritto che il “dollaro ha battuto il rublo”. Ecco la prima vittoria statunitense con la Russia dopo la grande guerra. 

Il secondo fatto storico è stato la destituzione di Krusciov avvenuta nel 1964, dopo il ritiro dei missili da Cuba, mediato con il presidente Kennedy. Infatti il partito comunista russo lo accusa di “aver utilizzato nei rapporti internazionali con personaggi non autorizzati”. Grande colpa appunto per l’apertura verso l’Europa e gli Stati Uniti con cui Krusciov aveva intrattenuto stretti rapporti. Per altro verso la Russia soffre di carestia di grano e mais, Krusciov conosce la crisi frumentaria e stringe amicizia con i grandi produttori di mais nord-americani e si appropria pure delle loro tecniche di coltivazioni (oggi infatti è stato annunciato che la Russia è grande produttrice di frumenti teneri e mais e l’Europa, Italia compresa, è dipendente). Poco prima dei fatti di Cuba Krusciov è stato pure costretto a chiedere grano a Kennedy per la carestia del raccolto del grano nelle campagne. Altro fatto eclatante che torna nei miei ricordi, anche perché oltretutto la transazione con l’America è stata saldata interamente e magnanimamente “con l’invio dell’oro”. Questa, a mio giudizio, è stata la seconda sconfitta della Russia. Il dollaro e l’oro comandano il mondo amministrato dagli Stati Uniti.

Con la destituzione di Krusciov si inasprisce la guerra fredda tra Russia e Stati Uniti. Di seguito e solo nel 1991 la Russia licenzia definitivamente il partito comunista e apre i suoi confini verso l’Europa, gli Stati Uniti e il mondo intero. Così il rublo viene quotato nei mercati internazionali. E’ stato Mikhail Gorbaciov che il 25 dicembre 1991 annuncia le sue dimissioni da presidente dell’URSS e segna la fine di un impero comunista. Il rublo allora fa ingresso nei mercati internazionali.

Con la Chiusura del “swift” il rublo perde terreno ed oggi 7 marzo occorrono 170 rubli per scambiarlo con un solo dollaro. Prima della guerra occorrevano appena 70 rubli per ottenere un dollaro. Proprio le notizie di questo giorno sette marzo annunciano che Putin pagherà in rubli i debiti verso l’Europa e la quantità di moneta la stabilirà lui stesso. Questa è la risposta di Putin che ci accusa di aver dichiarato la guerra alla Russia e al mondo orientale con la chiusura del swift

Putin appena appresa la notizia della chiusura del swift per sopperire la crisi di denaro alza il tasso d’interesse al 20%. Altra politica finanziaria del tutto errata. Spiego subito perché.  In primo luogo investire denaro in titoli di Stato in periodo di guerra è solo una pazzia (oggi 9 marzo; la borsa comunica che l’oro ha superato la quota dei 2000 dollari per oncia [31,1034768 grammi]). Meglio acquistare oro in lingotti.  Poi la storia ci offre due esempi di politiche economiche finanziarie già adattati dai governi in occasioni delle due guerre mondiali: nella prima guerra mondiale l’Italia ha offerto titoli a tassi d’interessi alti dal 17% ed anche 20%; nel corso della seconda guerra mondiale invece il gli Stati belligeranti, l’Italia compresa hanno seguito i propositi del più grande economista del XX secolo, Jhon Maynard Keynes dell’Università di Cambridge. Nel 1940 Keynes pubblica le regole di “Come pagare le riparazioni della guerra” –How to Pay for the War” pubblicato   da Macmillan & Co., Ltd 1940. illustrerò le due politiche monetarie in poche parole e mi fermerò.  

Alla fine della prima guerra mondiale l’Italia, non possedeva più denaro per sopperire alla ricostruzione delle spese di guerra e rimborsare il capitale dei prestiti obbligazionari. Il nuovo Stato Italiano trasforma il prestito obbligazionario da “redimile a irredimibile”. Vale a dire che se prima lo Stato si impegnava a pagare gli interessi ed alla scadenza il capitale, adesso non rimborserà più il capitale ma solo gli interessi per un determinato periodo. 

Accorcio ancora notevolmente il discorso dell’economista Keynes descrivendo brevemente che con la seconda guerra mondiale “è stata limitata anche la spesa del pane e della pasta tutte gli acquisti sono stati razionati (con buoni giornalieri [pane di tessera])”. Il popolo non poteva spendere neanche un soldo e la moneta restava nelle casse dello Stato e delle Banche che appartenevano all’IRI (Istituto di Ricostruzione Industriale istituito nel 1936 per salvare le banche dal fallimento). L’oro che possedevano i cittadini dovevano consegnarlo a Mussolini. Alla fine buona questo sistema a permesso di ripagare parte dei danni e nel 1960 si parlò di “miracolo economico”

La guerra in Ucraina è solo una pazzia sovietica ed un pretesto dei paesi orientali per annullare il dollaro, moneta che comanda il mondo intero da quasi un secolo. Infatti, Putin ha detto sempre ed a chiare lettere che non vuole assolutamente la NATO ai suoi confini. Così ha giustificato la guerra e continua a bombardare senza scrupoli fino distruggere l’intero territorio. Osservo tuttavia che in questo scorcio di secolo, superato il breve periodo di guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, i due contendenti riecheggiano una nuova guerra con la complicità più o meno occulta di altri continenti asiatici e africani. Russia, Cina ad Emirati Arabi. Allora in questo secolo di dominio nord americano i citati paesi hanno fatto progressi tecnici ed economici e adesso puntano al dominio economico e monetario del mondo, volendo prevalere sul dollaro.

Concludo subito che lo stop alla guerra può avvenire se Stati Uniti, Europa Unita, Cina e Emirati Arabi si siedono in un comune tavolo e fermano Putin, lasciando però libera l’Ucraina di scegliere il proprio destino e risollevarla dalla tragedia della guerra. Se ciò non avverrà, dell’intera Ucraina resterà solo terra ricoperta di cadaveri e distruzioni. Sarà un primo passo per il dominio orientale dell’intero mondo con una terza guerra mondiale.

Antonino Messana

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