Trapani. Controlli in materia di sommerso da lavoro e sicurezza

580

In attuazione di mirati piani localmente disposti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, non si arresta l’attività di controllo del territorio al fine di contrastare l’immissione in commercio di prodotti non sicuri da parte di alcuni operatori commerciali che, con i loro comportamenti illeciti, non tutelano il consumatore e compromettono, nel contempo, la competitività del mercato.

Gli accertamenti, questa volta, hanno riguardato un esercizio commerciale castellammarese a gestione cinese.
I controlli si sono conclusi con il sequestro di oltre 1.000 prodotti, costituiti prevalentemente da accessori per abbigliamento e contenitori in plastica per bambini, detenuti per la vendita al pubblico sprovvisti delle informazioni minime essenziali, ossia delle indicazioni previste dagli artt. 6, 7, 9 e 11 del D.lgs. 206/2005 (Codice del consumo).
La merce in argomento è stata sottoposta a sequestro amministrativo e al titolare è stata contestata la relativa sanzione amministrativa (da euro 516,00 a euro 25.823,00) cui all’art. 12 del D. Lgs. 206/2005.
Nei confronti invece di un commerciante di Alcamo, operante sempre nel settore del commercio al dettaglio di articoli per uso domestico, già sanzionato nel mese di dicembre per aver messo in vendita oltre 3.000 articoli natalizi non sicuri, è scattata la “maxisanzione” prevista dall’art. 22 del D. Lgs. n. 151/2015 per l’impiego di lavoratori “in nero”.

All’atto dell’accesso nei locali aziendali, infatti, le Fiamme Gialle hanno riscontrato che entrambi i dipendenti
della ditta svolgevano la mansione di commesso addetto alle vendite senza che il titolare avesse instaurato un regolare rapporto di lavoro.
Oltre al pagamento della maxisanzione, la cui entità in questo caso oscilla da un minimo di euro 1.800,00 ad un massimo di euro 10.800,00 per ciascun lavoratore irregolare, il datore di lavoro è stato diffidato ad adempiere agli obblighi di legge che prevedono oltre la regolarizzazione dell’intero periodo di lavoro prestato in nero con il
pagamento dei relativi contributi e premi, anche il mantenimento del rapporto di lavoro per un periodo non inferiore a 90 giorni.
L’attività di servizio posta in essere testimonia il costante impegno del Corpo nella sistematica repressione del
lavoro sommerso in ogni settore economico nonché degli illeciti economico-finanziari legati allac ommercializzazione di prodotti non sicuri, con il duplice fine di salvaguardare l’economia legale e gli operatori economici onesti e proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, con particolare riguardo alle categorie più deboli.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteGestore bar al lavoro pur se positivo al covid, scatta la denuncia e chiusura del locale per sanificazione
Articolo successivoCovid: in Sicilia 6.766 i nuovi positivi, 34 i morti