L’“amico” del boss Guttadauro è capogruppo del Pd: “Mi disse: ‘Controlla sul web chi sono’”

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di Vincenzo Bisbiglia e Saul Caia*

immagine di repertorio

Adriano Burgio, l’ex assistente di volo per i pm di Roma “amico” e “a disposizione” del boss Giuseppe Guttadauro (imparentato con Matteo Messina Denaro), è il capogruppo del Pd al Municipio IX Eur di Roma. Una carica ottenuta con appena 200 voti alle elezioni di marzo. Burgio (non risulta indagato) si è “autosospeso” ieri dal gruppo consiliare sebbene mantenga il suo scranno nell’importante parlamentino romano, quello che gestisce il bilancio più “ricco” fra le 15 municipalità capitoline.

La questione è arrivata a Montecitorio, da dove il deputato Andrea Casu, segretario Pd Roma, dice: “L’autosospensione pone al riparo la nostra comunità da una vicenda che con il Pd non deve avere niente a che fare”. Dagli atti della Dda di Palermo e dei Ros che ha portato ai domiciliari Guttadauro, medico “padrino” già condannato in passato per mafia, emerge “uno stretto legame di cointeressenze e di fiducia con l’assistente di volo Alitalia, Adriano Burgio”. Negli atti risulta che il medico-boss avrebbe coinvolto l’ex steward, non indagato, in “virtù del suo lavoro” e dei “suoi contatti con l’Albania”, per un “progetto di un ingente traffico di sostanze stupefacenti”.

Burgio si sarebbe anche “occupato di creare un link con un appartenente alla Camera dei Deputati” per “fare pressioni sui vertici di Unicredit”, in merito al contenzioso da “16 milioni di euro” dei coniugi Giuseppe Mennini e Beatrice Sciarra, entrambi estranei all’inchiesta, che si erano rivolti al boss Guttadauro. Per il suo intervento il medico-padrino avrebbe ricevuto il “5% della mediazione”, somma che Guttadauro avrebbe pensato di far dirottare nei “conti correnti” di Burgio “aperti in Albania”. Infine, lo steward “avrebbe avanzato la richiesta” al medico-boss di “intimidire” un suo ex socio, “organizzando una vera e propria spedizione punitive di carattere violento”.

Burgio appartiene alla corrente Base Riformista di Roma, che ora ne chiede le dimissioni. Il Fatto ha contattato telefonicamente Burgio: “Il presunto link con la Camera dei deputati non è un politico, ma un mio amico autista. Guttadauro mi aveva detto che se fossimo riusciti a risolvere il problema della signora Sciarra, lei ci avrebbe dato una ricompensa”. In generale, “sapevo chi era Guttadauro, su suo input mi sono informato su Internet, ma mi aveva detto che era un uomo libero. Siamo entrati in confidenza, e ne sono rimasto affascinato: parla latino e greco e conosce la Bibbia a memoria. Droga? Spedizione punitiva? Io non c’entro”.

*Fonte Il Fatto Quotidiano

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