Militarizzazione dell’ambiente

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Il Ministero della Difesa con i soldi dell’Unione Europea destina nuovi potenti radar a Favignana e Porto Palo

E’ proprio vero. La bellezza della Sicilia non c’è giorno che non conosca pericoli. Se non è per le organizzazioni criminali che sono state dietro le indiscriminate cementificazioni, o la pazza “semina” di pale eoliche, che qualcuno sta ancora pensando di far crescere in mare, lo è anche per certe decisioni di natura militare che vengono coperte da silenzi spacciati per segreti necessari per la sicurezza internazionale. E invece di pensare a destinare somme per valorizzare questa nostra terra o per mettere riparo agli scempi decennali, ecco che i soldi, nel caso specifico due milioni di euro, saltano fuori per realizzare potenti radar militari. Il paradosso è quello che mentre in questi giorni si discute di fondi europei che la Sicilia non riesce a spandere, si scopre che c’è chi questi soldi riesce a spenderli, e non certo nell’interesse della Sicilia. Le zone scelte per collocare questi nuovi radar sono quelle di Porto Paolo e Favignana. Insorge il parlamentare europeo Ignazio Corrao e non è disposto a stare in silenzio ad assistere a tutto ciò, il sindaco di Favignana Francesco Forgione. Corrao chiama in causa la Commissione Europea, che ha messo a disposizione le somme occorrenti, quanto il Governo nazionale. «Da qualche giorno – svela l’on. Ignazio Corrao – sono partiti i lavori per realizzare i due nuovi sistemi radar che saranno integrati nella Rete Radar Costiera della Marina Militare. I lavori costeranno oltre 2 milioni di euro e sono finanziati dal Fondo di Sicurezza Interna 14-20, dunque con soldi dell’Unione Europea”. «Il Governo fornisca immediatamente le informazioni tecniche che permettano la valutazione degli impatti da parte di periti indipendenti». Per Corrao «nel silenzio generale, il Governo sta compiendo l’ennesima operazione di militarizzazione in Sicilia, con l’intenzione di deturpare due paradisi come Favignana e Portopalo di Capo Passero, installando due potentissimi radar militari. Serve una mobilitazione dei cittadini e delle istituzioni a tutti i livelli per difendere questi due territori straordinari. Stanno trasformando la Sicilia in una piattaforma di guerra, fermiamoli». Non si tratta di decisioni che sono ancora da definirsi, i lavori sono già iniziati: «Chiediamo – dice il sindaco i Favignana Francesco Forgione – delucidazioni e informazioni al Ministero della Difesa e al Governo regionale al fine di avere certezze sull’impatto ambientale e sulla tutela della salute dei cittadini che vivono nella nostra isola. È chiaro che, per quanto ci riguarda, come amministrazione comunale, ci opporremo a nuovi processi di militarizzazione del nostro territorio in contrasto con la vocazione naturalistica, ambientale e turistica delle isole Egadi». Ma quello che emerge è il fatto che le aule Parlamentari di Roma e Palermo sono state tenute all’oscuro, si tratta di decisioni deliberate dalla Marina Militare al di fuori dei circuiti parlamentari: «E’ indegno per un paese democratico – sottolinea l’on. Ignazio Corrao – il velo di silenzio che circonda questa operazione. Non si conoscono le caratteristiche tecniche dei radar militari e per di più le istituzioni locali non sono state neanche avvisate del progetto, nonostante l’impatto fortissimo sulla salute della comunità e sull’ambiente, attraverso l’inquinamento elettromagnetico. Per questo ho chiesto alla Commissione di intervenire urgentemente per valutare il danno che i radar, pagati con i fondi UE, potrebbero provocare su siti vincolati per la ricchezza della biodiversità, che la stessa Unione Europea dovrebbe tutelare. Il Governo – conclude l’on. Corrao – fornisca immediatamente le informazioni tecniche che permettano la valutazione degli impatti da parte di periti indipendenti. Non si possono continuare a sacrificare pezzi di territori dell’isola per la militarizzazione, come è stato fatto a Lampedusa e Pantelleria. Sono al fianco delle comunità locali che in queste ore si stanno mobilitando»-

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.