“Unni viri e unni sviri”, una missiva che proviene dalla…strada

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UNNI VIRI E UNNI SVIRI
Di Laura Montanti
Ho immaginato una missiva che proviene dalla…strada.
“Certo, dell’altra non ho le prestigiose gioiellerie e le vetrine sfarzose; ma neanche io scherzo.
Con tutto il rispetto per il marchese Fardella, il mio nome rimanda, modestamente e popodimeno che, alle origini di Roma e, dunque, d’Italia. Mantua me genuit, io sono la Via Virgilio della Città di Trapani della quale il mio Enea fu, credo, il primo…turista.
Andiamo al sodo: sono arrabbiata e invidiosa. Ho sentito dire che la Via Giovan Battista Fardella è lunga un chilometro e 300 metri; ho sentito dire che le hanno steso sopra numero ventitré dossi ventitré (di cui alcuni “alti”) per la sicurezza dei non vedenti e per limitare la velocità. Bene! Forse…
Sapete che io sono “lunga” un chilometro e 100 metri? Sapete che interseco tante traverse e lambisco importanti Uffici Pubblici? Sapete che qui le auto sfrecciano a velocità supersoniche? Se non lo sapete ve lo dico io (ho informatori fidati).
Non sono brava, io la Via Virgilio, a far di conti, preferivo le lettere classiche. Comunque il calcolo è presto fatto: mettiamo che la via del marchese Fardella sia più…”fresca” di me; mettiamo pure che un’indagine statistica abbia rilevato che lì si concentra il più grosso traffico pedonale di non vedenti ed ipovedenti di tutti i tempi e di tutte le città (grandissimo rispetto per loro). Ma vogliamo fare una proporzione e stabilire che anche io merito, magari ogni mezzo chilometro, un dosso di quelli duri e seri?! E pure qualche cartello che indichi il limite dei 30 chilometri?!
O mi devo rivolgere alla Polizia di …Via Virgilio?!”.

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