Messina Denaro: da block notes Ars spunta loggia Castelvetrano

1973

Palermo. Tra gli iscritti c’era anche il figlio di Antonio Vaccarino, l’ex sindaco dei misteri, protagonista di una corrispondenza ‘coperta’ dai servizi segreti con Messina Denaro, che nel libro si racconta nell’ultima intervista concessa prima di morire. L’elenco, riportato all’interno del libro – e pubblicato da AGI per gentile concessione di Ponte alle Grazie – è stato ritrovato dai carabinieri di Trapani all’interno della segreteria politica di Lo Sciuto, durante la perquisizione eseguita la mattina in cui era stato arrestato nel 2019, nel blitz Artemisia. Il politico, che al telefono si vantava di essere amico di gioventù di Messina Denaro, è accusato di aver agevolato la concessione delle pensioni di invalidità Inps, in cambio del sostegno elettorale. Ma soprattutto per essere a capo di un’associazione segreta, in violazione della Legge Anselmi. Nonostante Lo Sciuto abbia sempre negato di essere un massone, secondo le indagini avrebbe tentato di mutuare i rituali massonici, anche costituendo l’associazione Malophoros.

L’inchiesta della Procura di Trapani – viene raccontato nel libro di Bova, Matteo Messina Denaro – stava procedendo parallelamente ad un’altra indagine, condotta dalla Dda di Palermo e dall’aggiunto Teresa Principato, sulle logge massoniche trapanesi e la presunta protezione della latitanza. Entrambe le inchieste si erano focalizzate sul medesimo gruppo di politici e professionisti di Castelvetrano: il fascicolo della Dda di Palermo è stato archiviato; a Trapani è tuttora in corso il processo in cui sono imputate 18 persone, tra cui Lo Sciuto. (AGI)

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