“Maria, sciogli i nodi dell’aborto”

L’ospite: una riflessione sull’oggetto della polemica su uno dei quadri dell’infiorata trapanese
di Gino Bosco
Una semplice invocazione alla Madonna, formulata in seno all’Infiorata di San Domenico, manifestazione organizzata da un gruppo di cittadini animati da sentimenti cattolici, ha scatenato in parte della rumorosa comunità trapanese uno scandalo senza precedenti che ha trovato ampia risonanza nelle praterie dei sociale, da lì, nella stampa.
“Crucifige” anche contro il Sindaco di Trapani, colpevolizzato per aver dato spazio sul sito istituzionale del Comune alla manifestazione dell’Infiorata e ai diversi messaggi di preghiera espressi.
Il “pollice verso” è stato indirizzato al messaggio in intestazione, perché, a dire di alcuni, questo oscurantismo cattolico avrebbe offeso le donne, la laicità dello Stato e la legge n.194/78 sull’aborto.
Sono di diverso avviso, l’invocazione tanto criticata mi sembra mal interpretata.
Il senso della preghiera rivolta alla Madonna mi sembra chiaramente quello di intercedere presso la libera volontà di qualsiasi donna che, per svariati motivi e casi della vita, spesso drammatici (ma talvolta superficiali o semplicistici), può trovarsi a dover valutare questa triste evenienza.
Ma mi chiedo: una preghiera pubblica alla Madonna può offendere le donne ? Può intaccare la laicità dello Stato ? Può risultare una maldestra aggressione ad una legge dello Stato (legge n.194/78 sull’aborto) ad opera di fanatici ed oscurantisti cattolici ?
La malintesa concezione della democrazia, imperante oggi nel nostro Paese, ci porta a ritenere questo, purtroppo.
L’apostolo Pietro rinnegò per ben tre volte il Cristo: il silenzio di oggi di fronte a questi gratuiti attacchi a Maria, mi sembrerebbe la stessa cosa.
La legge sull’aborto è stata legittimamente approvata in Italia, certamente con metodi democratici e non con un golpe ed è pienamente e legittimamente vigente, anche se da diversi settori giungono segnali di necessario adeguamento, come per ogni legge un po’ datata (oltre 40 anni), alla luce della applicazione e disciplina che se ne fa in un qualsiasi Paese democratico.
Personalmente non l’avrei votata ma essa è vigente nella Repubblica e ne prendo atto, come si fa in democrazia, rispettando le scelte altrui e magari, ove possibile, intervenendo amichevolmente con qualche amica o conoscente con consigli bonari, ove richiesti. Ovviamente i miei consigli vanno ed andrebbero nella direzione della salvaguardia dell’essere tenuto in grembo, della vita, che considero un dono di Dio. Mi è capitato almeno un paio di volte.
Non mi sento per ciò un fuorilegge, poiché la stessa legge 194 d’altronde, prevede proprio che ogni donna abbia un colloquio con operatori per valutare le difficoltà che l’hanno spinta a una scelta tanto drammatica.
Presso l’Ospedale Mangiagalli di Milano esiste un centro operativo di ascolto che ha consentito la nascita di circa 23.500 bimbi, di cui circa 513 nell’ultimo anno di epidemia Covid, nonostante l’aggravarsi della situazione economica e sociale.
Tante donne insomma, prese da iniziale drammatico sconforto, sono tornate sui propri passi, hanno trovato una voce di accoglienza amorevole e di ascolto sincero, confortate anche da misure di sostegno economico che la Regione Lombardia ed il Comune di Milano mettono in campo da anni, senza oltraggiare la laicità dello Stato.
E’ vietato parlare in democrazia in questi termini ? E’ consentito ad un cattolico pregare o invocare la Madonna anche pubblicamente senza offendere la sensibilità degli altri ?
Siamo in Paese democratico o no dove ciascuno è libero di essere cattolico e di pregare anche pubblicamente oppure i laici cattolici devono solo limitarsi a prendere atto delle leggi proposte (democraticamente) da chi non è mosso da alcuna sensibilità religiosa, senza fiatare?
La reciprocità delle due condizioni ed il rispetto reciproco delle diverse posizioni (di credenti e non credenti) mi pare cosa ovvia ed inequivocabile in una normale democrazia.
Preme sottolineare che i circa 23.500 bimbi nati in Lombardia grazie all’opera dei consultori, non riguardano tutti madri cattoliche ma anche tante donne non cattoliche che tuttavia hanno ritenuto di tornare sui propri passi e dare spazio alla vita portata in grembo.
Ciò che mi dispiace molto, proprio molto, è vedere che sui social non è possibile assistere a sani e leali confronti di idee ma si scatenano invece i c.d. leoni da tastiera (iene e sciacalli, in verità, direbbe il Gattopardo) con dileggi, sberleffi, blasfemie e bestemmie del sacro.
Chi scrive è l’ultimo dei buoni cristiani ed il primo tra i peccatori, ma è stato educato a parlare della Madonna con grande delicatezza ed un riguardo filiale che solo un bimbo innocente può avere e che non esita a manifestare alla propria madre.
La Santa Vergine Maria è la creatura più perfetta uscita dalle mani di Dio. E’ così buona, semplice, delicata, così prodigiosamente umile e pura che non si può fare a meno di amarla.
La sua presenza nel mondo passò quasi del tutto inavvertita dai suoi
contemporanei (non era una donna manager o rampante di necessario successo
come oggi si pretende dal gentil sesso). Ma agli occhi di Dio fu l’unica e il suo
compito nella Creazione è insostituibile.
Comprendo che ciò può far anche ridere i non credenti e suscitare ilarità
(ampiamente purtroppo manifestate), ma lo facciano da soli e davanti allo
specchio se ne hanno il coraggio, e con rispetto degli altri, come essi stessi lo
pretendono dal prossimo per tutti i diversi temi sociali portati avanti.
I social non servono per deridere nessuno.
Il Sindaco di Trapani, votato da oltre il 70% dei cittadini è anche sindaco di gran
parte cattolica e può avere una propria sensibilità su temi religiosi, di cui non è
tenuto a dar conto ad alcuno. Se oltre ai temi della violenza, della legalità, del
contrasto alla criminalità mafiosa, dell’immigrazione, si unisce ad una
invocazione pubblica alla Madonna, allora non va più bene ?
Allora le processioni religiose cittadine in cui vengono in risalto le figure della
Madonna del Santo Patrono S.Alberto, della Via Crucis del Venerdì Santo, dove il
Sindaco svolge il suo alto ruolo di presenza istituzionale con le Autorità religiose
ed il Vescovo, in cui vengono coralmente fatti affidamenti pubblici, invocazioni e
preghiere in favore della Città e dei cittadini di Trapani, sono un grave attentato
alla laicità dello Stato ?
Rispetto del prossimo e pacifica convivenza tra le genti sono la sola cosa che mi
viene in mente e che mi sento di suggerire ai combattenti social in replica alle
polemiche di questi giorni per far sì che il nostro Paese diventi un posto civile e
realmente democratico; non c’è spazio per gli estremismi per le fazioni che
praticano in ogni luogo ed in ogni campo il tifo da stadio.

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