Mafia: maxi operazione nel nisseno, oltre 50 arresti

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Smantellato da Cc clan Mazzarino, fatta luce su due omicidi

I carabinieri di Caltanissetta hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip con cui si dispone la custodia cautelare agli arresti domiciliari e l’interdittiva dall’esercizio di attività professionale, per Giuseppe Calì, 46 anni di San Cataldo (Cl), amministratore unico della comunità alloggio per anziani “Casa Serena”, accusato di omicidio colposo e maltrattamento di anziani. L’inchiesta è nata dopo la morte di una donna di 85 anni, Anna Polizzi, il 29 luglio 2017 nella casa di riposo. 19 Febbraio 2021. ANSA/US/CARABINIERI

PALERMO. Maxi operazione antimafia nel nisseno. I carabinieri di Caltanissetta stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di oltre 50 presunti affiliati al clan Sanfilippo di Mazzarino riconducibile alla stidda gelese.

I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Caltanissetta, su richiesta della Dda. Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, traffico di stupefacenti e detenzione di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Nell’ambito delle indagini gli inquirenti hanno anche fatto luce su due omicidi con il metodo della ‘lupara bianca’ avvenuti nel 1984 e nel 1991

L’operazione, denominata in codice “Chimera”, scaturisce da un’indagine condotta tra il 2017 e il 2021 dai carabinieri di Gela ed è stata avviata sulla base di elementi forniti dal Comando carabinieri Politiche Agricole e Alimentari. La retata è quella numericamente più consistente condotta dall’Arma dei Carabinieri nell’ultimo decennio in provincia di Caltanissetta e ha consentito di disarticolare la “famiglia” mafiosa di Mazzarino. L’attività investigativa, ha consentito di ricostruire l’articolato quadro dei settori economici interessati dalle attività criminali del clan: dal traffico di sostanze stupefacenti alla percezione di contributi pubblici per l’agricoltura, ottenuti attraverso false dichiarazioni. In tale contesto, è emersa anche l’attività estorsiva ai danni di numerosi imprenditori e commercianti di Mazzarino, costretti a corrispondere somme di denaro per il sostentamento dei detenuti, a fornire gratuitamente beni e servizi ai membri del clan e ad effettuare assunzioni fittizie di affiliati. (ANSA).

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