Comuni: Palermo, buco da 80 mln, consiglio vota pre dissesto

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Orlando, colpa di Riscossione Sicilia. Opposizione, si dimetta

Una veduta interna della Sala delle Lapidi all’interno del Palazzo delle Aquile a Palermo in una foto d’archivio. ANSA/MIKE PALAZZOTTO

PALERMO. Con 19 voti a favore e 4 astenuti il consiglio comunale di Palermo oggi ha votato il cosiddetto iter di pre dissesto dell’ente al quale mancano ben 80 milioni di euro per chiudere un bilancio che si aggira intorno al miliardo e 300 milioni. Anche qualche pezzo della ex maggioranza, come Italia Viva, che fino a qualche mese fa era nella giunta guidata da Leoluca Orlando, ha deciso di votare a favore per cercare una soluzione tecnica alla situazione di grave crisi in cui versa il comune di Palermo.

Che di fatto “non ha debiti nei confronti di terzi – come sottolinea l’assessore al bilancio Sergio Marino – ma purtroppo crediti non riscossi”.

    Una linea ribadita anche dal sindaco Leoluca Orlando: “Palermo, a differenza di altre grandi città del nostro paese, ad esempio Roma, Torino e Napoli, ha sempre tenuto in ordine i propri conti senza alcun sovraindebitamento – sottolinea – e ha garantito i servizi essenziali nei limiti consentiti dal quadro finanziario. Il Comune di Palermo, infatti, è in condizioni di sovra accreditamento, non riesce cioè a riscuotere quanto dovuto subendo la fallimentare gestione di Riscossione Sicilia, l’agenzia regionale”.

    E’ una norma nazionale sugli enti locali ad autorizzare il pre dissesto, in considerazione del fatto che al momento non ci sono le condizioni per dichiarare il dissesto, che non sarebbe altro che il fallimento del comune di Palermo. “E’ una procedura alternativa – spiega l’assessore Marino – perché la norma ci consente di avere più tempo, è revocabile, modificabile anche dal prossimo sindaco”. Dal momento in cui la delibera diventa esecutiva, la giunta adesso ha 45 giorni di tempo per presentare il cosiddetto ‘piano di riequilibrio’ che prevede tagli appunto per 80 milioni oppure valutare nuove entrate. “In realtà – sottolinea l’assessore al bilancio – abbiamo già tagliato, bisogna trovare nuove entrate, per esempio attraverso la vendita di immobili”.

    Nel frattempo l’opposizione in consiglio attacca l’amministrazione. Dice Dario Chinnici, capogruppo di Italia Viva: “la città fa i conti con strade dissestate, servizi al lumicino e conti in profondo rosso. Abbiamo votato una delibera che sancisce il fallimento di Orlando e di un’amministrazione sorda agli appelli lanciati dalla politica, ma anche dalla Corte dei conti. La giunta non sarà in grado di presentare un piano credibile, l’unica soluzione sono le dimissioni del sindaco e il ritorno alle urne”, conclude. Di fatto, come sussurrano diversi consiglieri, il pre dissesto “equivale ad allungare l’agonia di un paziente in fin di vita”. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Scarpinato: “Il comune è in dissesto adesso, i conti fanno acqua da tutte le parti e per evitare il fallimento Orlando lascia in eredità tagli da spalmare in dieci anni, ipotecando il futuro dei nostri giovani, non ha più alternative, se ne vada e liberi la città”. Tuttavia, se l’amministrazione comunale riuscirà a capovolgere la situazione trovando gli 80 milioni si scongiurerebbe il dissesto. “Siamo in una fase intermedia – osserva il presidente del consiglio comunale Totò Orlando – se la giunta proporrà al consiglio un piano di riequilibrio credibile, anche per la Corte dei Conti ed il ministero dell’interno, non ci saranno problemi, certamente siamo in una situazione complessa e difficile”.

Fonte ansa.it

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