Carceri: detenuti a Castelvetrano ai giovani, siate buoni esempi

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Lo hanno scritto in una lettera inviata al vescovo di Mazara

CASTELVETRANO. “La nostra società ha tanto bisogno di buoni esempi, di altruismo e di tanto amore”. Lo hanno scritto in una lettera rivolta ai giovani i detenuti della terza sezione del carcere di Castelvetrano.

Sono tantissimi gli studenti che, in un periodo di vacanze come l’estate, dedicano il loro tempo agli altri. Spesso sono invisibili, di loro non se ne parla ma la loro attività nel “donarsi” (e donare il proprio tempo) è una “grazia di Dio”, dice il Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, al quale la lettera è stata recapitata. Anche per quest’estate è successo a Palermo (nel quartiere Zen) ma anche a Castelvetrano. I detenuti hanno saputo dell’impegno dei giovani come volontari nel prodigarsi a favore dei più piccoli e dei più deboli e hanno scritto una lettera. “È difficile oggi trovare giovani come voi, in una realtà sociale dove si sono persi gran parte dei valori etici, morali e principalmente religiosi, dove si sta perdendo la fede, dove non si ricerca più il contatto con Dio e dove prevale la ricerca della felicità dove non esiste, dove non può esistere, nel materialismo puro, nel consumismo più sfrenato, dove l’uomo pensa di poter avere il controllo della propria vita e della propria felicità, ma non è così, prima o poi, succede a tutti nella vita, bisogna fare i conti con momenti, più o meno lunghi, di grande difficoltà e dolore dai quali è difficile uscire”, hanno scritto i detenuti.

Per i detenuti non bisogna mai perdere la fede: “Ogni uomo si trova spesso e inevitabilmente vittima di errori commessi, difficoltà improvvise, malattie e tante altre situazioni o vicende gravi e brutte come le nostre, dove tutto crolla, l’esistenza subisce uno stravolgimento inatteso e sconfortante, ci si trova in un tunnel di cui difficilmente si vede la fine e ci sembra di non avere più la forza di rialzarci, si ha paura di perdere la fede perché ci si sente abbandonati da Dio, ma non è così”. (ANSA).

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